Un po’ di storia su mafia&politica aspettando il voto su Cosentino

Il governo, inabile a perseguitarlo, a coglierlo, a punirlo, scese a patti col delitto: lo usufruttuò. I più matricolati ribaldi, invece del capestro ebbero una divisa, un soldo, talvolta una decorazione, e si resero mallevadori della pubblica sicurezza. La plebe dei ladri fu sopraffatta, ma in mezzo allo scadere della aristocrazia della nascita sorse fuori l’aristocrazia del delitto riconosciuta, accarezzata ed onorata. 

A. Giotti, I casi di Palermo, Priulla, Palermo 1876

 

I favori della mafia si pagano cari anche quando chi li subisce è l’autorità prefettizia o politica che in una lotta tra un candidato amico amico del Governo ed un candidato dell’opposizione difficilmente resiste alla tentazione di valersi anche della mafia, purché il candidato amico abbia a risucire; e dà per tal modo un esempio che è più pernicioso dell’azione di mille mafiosi, perché alimenta la fonte stessa dello spirito di mafia: lo sprezzo dell’autorità di giustizia e dello Stato, che giovandosi di mafiosi diventa esso stesso tale.

G. Lorenzoni, Commissione Parlamentare d’inchiesta
sulle condizioni dei contadini nelle provincie meridionali
e nell’isola, Roma 1910

 

Se la mafia non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Io sono amico dei mafiosi, pur dichiarandomi personalmente contrario al delitto e alla violenza

Dichiarazione durante un comizio nel 1944 a Bagheria
dell’Onorevole Finocchiaro Aprile, riportato in
Mafia e Politica, di Michele Pantaleone, Eiunaudi 1962

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