Buona Resistenza a tutt* – di Sebastiano Gulisano

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Di Sebastiano Gulisano

Il Natale e le feste che lo circondano mi angosciano. È il periodo dell’anno in cui vorrei semplicemente sparire e ricomparire dopo il 6 gennaio, quando case, palazzi, strade e vetrine non sbrillucinano più di lucine colorate intermittenti, quando i botti so’ finiti, quando la “bontà” s’è esaurita e l’ordinaria quotidianità, in tutti i suoi aspetti, riprende il sopravvento, col lavoro che scarseggia, i soldi che non bastano e il cervello a cercare soluzioni per resistere a questa deriva che progressivamente ci trascina quasi tutti ai margini. E non certo ai margini della società, ché vorrebbe dire che la società è quella ristrettissima minoranza che non ha problemi di sopravvivenza, quella ristrettissima minoranza tutelata da tutti i governi della cosiddetta seconda repubblica, quella ristrettissima minoranza che s’è mangiata quasi tutto ciò che poteva di questo Paese, che apparteneva a tutti ma che è stato appannaggio di pochi.
Col risultato che i giovani hanno come prospettiva l’emigrazione, mentre i vecchietti, ormai alla fame, sono costretti a disperati tentativi di rapinare uffici postali o a malinconici tentativi di rubare una bistecca al supermercato. Chi non ha il coraggio di simili gesti, può rivolgersi all’usuraio di quartiere.
Restando in “clima natalizio”, mi viene da dire che siamo alle ultime carte di una partita a mercante in fiera, che sotto quelle carte ci stanno i pochi beni pubblici e i diritti di cui non siamo ancora stati depredati e che mo’ comincia l’asta in cui la solita ristrettissima minoranza se li contenderà. Un’asta truccata, in realtà, ché, come in passato, sarà spartizione concordata sottocosto.
Due giorni fa è stato il compleanno della Costituzione repubblicana, nata il 22 dicembre 1947, ma Fb non me l’ha segnalato e io non me ne sono ricordato. E ciò è grave. È grave perché vuol dire che, sebbene la richiami spesso – nei contenuti, nei valori -, il martellante processo di rimozione, di cancellazione di fatto del patto di convivenza civile e democratica che dovrebbe unire il Paese, è attecchito anche in me. Segnale evidente del bisogno di resistenza alla barbarie, “tecnica” o “politica” che sia. Ed è dall’impellenza di questo bisogno che mi auguro e vi auguro Buona Resistenza.
Impediamogli di trasformare definitivamente l’Italia in una repubblica fondata sull’insicurezza individuale e sociale.
Buona Resistenza a tutt*.
Vi abbraccio,
Sebastiano

http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm

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Un pensiero riguardo “Buona Resistenza a tutt* – di Sebastiano Gulisano

  1. Grazie degli (involontari) auguri.
    Qua la Resistenza continua, continua da trent’anni. Ma “non si può chiedere a tutti di fare il lupo solitario”.
    Buon Natale a tutti.

    Riccardo Orioles,
    I Siciliani

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