L’assassinio nascosto del giudice francese Pierre Michel. I soldi di un massacro (4)

Il giudice marsigliese Pierre Michel

Questa è una storia difficile da raccontare. Una storia che ha tanti punti di partenza e innumerevoli finali, se si riescono a trovare. E’ la storia di un fiume di denaro. Il denaro del traffico internazionale di eroina fra gli anni ’60 e i primi anni ’80. E’ la storia del potere economico e politico di un gruppo che è perfino limitativo definire “criminale”, perché si comportava come un governo di uno Stato che agiva, trattando, con un altro Stato, quello Italiano. Trattando. Si. Dal 1943, nella preparazione dello sbarco degli alleati. E poi nel ’47. E che non era espressione di una criminalità “popolare” ma di un’élite economica e culturale. Baroni, imprenditori, perfino luminari della medicina, imprenditori, politici. E una folla, comunque, di massoni. Tutti mafiosi, tutti Cosa nostra. Sto parlando di quella Cosa nostra retta dal cugino di Michele Greco, Salvatore, il primo capo della commissione nata dalla “riforma” della mafia nelle riunioni del 1957 all’Hotel des Palmes di Palermo fra i siciliani e gli americani, fra Lucky Luciano e Greco e compagnia bella. Con tanto di uomo di quel confine indefinibile fra i due mondi, Tommaso Buscetta, a presenziare all’incontro. Un “soldato” al cospetto dei capi e che con i capi si fa “una parlata”. E quando mai si è vista una cosa del genere? Ma c’era bisogno di uomini di confine, di persone come don Masino, di emissari verso il mondo degli affari, della politica e dei “servizi” non solo italiani. Un uomo di due mondi. Di un boss dei due mondi, appunto, come Buscetta era soprannominato. Perché si era in piena guerra fredda e la mafia serviva, su una sponda e sull’altra dell’Atlantico. Serviva la sua capacità militare, il suo controllo del territorio e il tanto, e davvero era un fiume, denaro non rintracciabile.
Guerra fredda, pochi se ne ricordano oggi. Dove valeva tutto, anche il patto con il diavolo per sconfiggere il pericolo rosso. Meglio i mafiosi di Cosa nostra che dei sindacati efficienti e la salita al governo di socialisti e soprattutto di quei comunisti del Pci italiano che erano i più forti dell’Europa occidentale.
Sto parlando di quella Cosa nostra che nonostante i capi della commissione fossero prima Salvatore Greco, poi Gaetano Badalamenti e infine Michele Greco alla vigilia del colpo di Stato e della dittatura di Totò Riina, era in realtà guidata dal carisma e dalla capacità politica e imprenditoriale del “principe di Villagrazia”, Stefano Bontate il cui patrimonio fu solo in parte affidato ai cugini Nino e Ignazio Salvo, ma soprattutto venne reso potere assoluto nelle mani (e nella rete finanziaria) di Michele Sindona, “il salvatore della lira” secondo Giulio Andreotti. E quei soldi poi nessuno li ha ritrovati. O forse ne ha trovato un pezzo quel Bernardo Provenzano, socio di Riina ma da lui distante galassie nella gestione del potere. Mafioso vecchio stile era diventato Provenzano a scuola di Cosa nostra nella sua lunga latitanza a Cinisi sotto l’ala protettrice di Tano Badalamenti (quello che per intenderci mafieggiava e uccideva Peppino Impastato e, come lui stesso ammise, contemporaneamente era confidente dei carabinieri). Riina era l’anomalia. Provenzano divenne, nonostante l’origine, la continuità con la vecchia mafia. Nella gestione dei soldi, della politica, dell’inivisibilità e dei rapporti con poteri come quelli della massoneria, chiamiamola così, “deviata”.
Soldi. E un mare di sangue. Una mattanza per prenderli. Una mattanza per mantenerli.
Questa che oggi pubblico, sempre dagli archivi dell’Ansa, è una piccola storia. La storia di un magistrato francese ammazzato a Marsiglia il 21 ottobre 1981. Pierre Michel. Morto perché indagava, anche in collaborazione con i magistrati palermitani, sul traffico internazionale di eroina gestito da Cosa nostra ma che vedeva coinvolta anche la criminalità organizzata marsigliese che per prima si era avvicinata al business e aveva i “chimici” e la preparazione per avviare l’industria più redditizia dalla fine della Seconda Guerra mondiale.
Una storia totalmente rimossa quella di Pierre Michel. Che qui ritroverete, per frammenti.

19811021 05130
ZCZC077/03
U EST 03 QBXB
MAGISTRATO UCCISO A MARSIGLIA
(ANSA) – PARIGI, 21 OTT – IL MAGISTRATO FRANCESE CHE
AVEVA SVOLTO L’ ISTRUTTORIA DELLA STRAGE DEL BAR DEL
TELEFONO AVVENUTA A MARSIGLIA NELL’ OTTOBRE DEL 1978, E’ STATO
UCCISO OGGI DA ALCUNI SCONOSCIUTI.  A QUANTO SI E’ APPRESO,
IL GIUDICE PIERRE MICHEL E’ STATO ABBATTUTO A COLPI DI
ARMA DA FUOCO VERSO LE 12.50 IN UNA VIA DI MARSIGLIA DA IGNOTI
CHE CIRCOLAVANO IN MOTOCICLETTA.
LA STRAGE DEL BAR DEL TELEFONO, IN CUI ERANO STATE UCCISE
10 PERSONE, NON ERA STATA MAI CHIARITA.
GB/CE
21-OTT-81 14:40 NNNN
ZCZC118/03
R EST 03 QBXB
MAGISTRATO UCCISO A MARSIGLIA (2)
(ANSA) – PARIGI, 21 OTT – VIVA EMOZIONE HA CAUSATO NEGLI
AMBIENTI GIUDIZIARI E DELLA POLIZIA L’ UCCISIONE DEL GIUDICE
PIERRE MICHEL CHE, SOPRANNOMINATO ” LO SCERIFFO” , ERA
NOTO PER IL MODO INUSUALE DI CONDURRE LE INCHIESTE ALLA
MANIERA ANGLO-SASSONE.
IL GIUDICE E’ STATO COLPITO MENTRE, A BORDO DELLA SUA
MOTOCICLETTA, ERA QUASI GIUNTO A CASA.  UNO DEI PROIETTILI
CHE L’ HANNO COLPITO GLI HA PERFORATO IL CASCO DA
MOTOCICLISTA.  DEDICATOSI IN PARTICOLARE ALLA LOTTA CONTRO IL
TRAFFICO DI STUPEFACENTI, IL GIUDICE MICHEL ERA IN STRETTO
CONTATTO CON LA POLIZIA E LA MAGISTRATURA ITALIANE.
SI E’ ANCHE APPRESO CHE AVEVA RICEVUTO LA VISITA A
MARSIGLIA DI TRE MAGISTRATI DELLA PROCURA DI PALERMO.
PS/CE
21-OTT-81 16:44 NNNN

***

ZCZC079/RS
R EST RS
MAGISTRATO UCCISO A MARSIGLIA: LA ” FRENCH CONNECTION”
(ANSA) – PARIGI, 21 OTT – IL GIUDICE PIERRE MICHEL, UCCISO
OGGI DA DUE MOTOCICLISTI A MARSIGLIA, LAVORAVA DA DIVERSI
MESI, IN COLLABORAZIONE CON I COLLEGHI ITALIANI, SULLA
POSSIBILE RINASCITA DELLA FAMOSA ” FRENCH CONNECTION” ,
CIOE’ IL TRAFFICO DI STUPEFACENTI VERSO L’ EUROPA E GLI STATI
UNITI.  I TRE MAGISTRATI DELLA PROCURA DI PALERMO CHE EGLI
AVEVA RICEVUTO ALL’ INIZIO DEL MESE A MARSIGLIA, ERANO VENUTI
ACCOMPAGNATI DA GUARDIE DEL CORPO, MEMORI DELLA MORTE DEL
GIUDICE GAETANO COSTA UCCISO NELLE VICINANZE DI PALERMO
MENTRE SVOLGEVA UN ‘ INCHIESTA SU UN TRAFFICO DI
STUPEFACENTI VALUTATO A CENTO VENTI MILIARDI DI FRANCHI (UN
FRANCO VALE CIRCA 212 LIRE ITALIANE).
I PRIMI INDIZI DELLA RINASCITA DELLA ” FRENCH CONNECTION”
ERANO STATI SCOPERTI NEL MARZO 1980, NELL’ ALTA LOIRA, FRANCIA
CENTRO SETTENTRIONALE.  DIECI PERSONE AVEVANO ORGANIZZATO UN
LABORATORIO CLANDESTINO PER LA TRASFORMAZIONE DELLA
MORFINA-BASE IN EROINA.  ARRESTATE, ERANO STATE TUTTE
INTERROGATE DAL GIUDICE MICHEL.  FRA LORO VI ERANO ELEMENTI
GIA’ NOTI NEGLI ANNI SETTANTA.  L’ INCHIESTA, SVOLTA DALLE
POLIZIE ITALIANA E FRANCESE AVEVA CONDOTTO NEL GIUGNO 1980,
ALLO SMANTELLAMENTO DI UN TRAFFICO FRANCO ITALIANO DI
STUPEFACENTI, IL CUI QUARTIER GENERLE ERA NELLE VICINANZE DI
MILANO.  NELL’ AGOSTO DEL 1980 VENIVA SCOPERTO A PALERMO UN
ALTRO LABORATORIO CLANDESTINO, CAPACE DI PRODURRE MEZZA
TONNELLATA DI EROINA AL MESE.  (SEGUE)
RS/CE
21-OTT-81 21:19 NNNN
ZCZC080/RS
R EST RS
MAGISTRATO UCCISO A MARSIGLIA: LA ” FRENCH CONNECTION” (2)
(ANSA) – PARIGI, 21 OTT – DOPO QUESTI COLPI GROSSI DA
PARTE DELLA POLIZIA E DELLA MAGISTRATURA ITALIANA E FRANCESE,
I DIRIGENTI DEL TRAFFICO DI STUPEFACENTI COMINCIARONO A
REAGIRE.  NELL’ ESTATE 1980 VENNERO UCCISI SUCCESSIVAMENTE IL
PROPRIETARIO DI UN RISTORANTE, NEI PRESSI DI PALERMO, CARMELO
IANNI, CONSIDERATO COME UN INDICATORE DELLA POLIZIA; E IL 6
AGOSTO ERA LA VOLTA DEL GIUDICE COSTA.
NONOSTANTE QUESTI ” AMMONIMENTI” DA PARTE DELLA MALAVITA
ITALO-FRANCESE, IL GIUDICE MICHEL PROSEGUI’ L’ INCHIESTA.  NEL
DICEMBRE 1980 SI RECO’ IN SICILIA PER UN INCONTRO CON I
COLLEGHI DI  PALERMO.  AGLI INIZI DEL CORRENTE MESE ACCOLSE
COLLEGHI SICIALIANI A MARSIGLIA.  E’ ORA CADUTO SOTTO I
PROIETTILI DEI SICARI DELLA ” FRENCH CONNECTION” .
PROBABILMENTE ERA IN PROCINTO DI FARE NUOVE SCOPERTE.
RS/CE
21-OTT-81 21:24 NNNN

***

19811022 02460
ZCZC041/03
R CRO 03 QBXB
OMICIDIO GIUDICE MARSIGLIA : INDAGINI A PALERMO
(ANSA) – PALERMO, 22 OTT – LA POLIZIA FRANCESE HA INVIATO
ALLA QUESTURA DI PALERMO UN PRIMO RAPPORTO, DEFINITO
” INFORMALE” , SULL’ OMICIDIO DEL GIUDICE PIERRE MICHEL DI
MARSIGLIA, CHE DA QUASI UN ANNO LAVORAVA, CON I MAGISTRATI
PALERMITANI GIOVANNI BARRILE E GIUSTO SCIACCHITANO SUI
COLLEGAMENTI FRA LA MAFIA  SICILIANA E LA MALAVITA
MARSIGLIESE.  PIERRE MICHEL ERA ATTESO A PALERMO ENTRO LA
META’ DI NOVEMBRE NELL’ AMBITO DI UNA SERIE DI INCONTRI
PROGRAMMATI DA TEMPO CON I GIUDICI LOCALI, CHE INDAGANO SUL
TRAFFICO DI EROINA TRA LA SICILIA, LA FRANCIA E GLI STATI
UNITI.  (SEGUE)
MP/MC
22-OTT-81 09:44 NNNN
ZCZC043/03
R CRO 03 QBXB
OMICIDIO GIUDICE MARSIGLIA: INDAGINI A PALERMO (2)
(ANSA) – PALERMO, 22 OTT – I PRIMI CONTATTI  FRA IL
MASTRATO MARSIGLIESE ED I COLLEGHI SICILIANI ERANO STATI
PRESI NELL’ AGOSTO DELLO SCORSO ANNO, QUANDO POLIZIA E
CARABINIERI AVEVANO SCOPERTO DUE RAFFINERIE DI EROINA IN
PROVINCIA DI PALERMO, ED AVEVANO ARRESTATO, OLTRE ALCUNI
MAFIOSI, FRA I QUALI GERLANDO ALBERTI, ANCHE TRE MARSIGLIESI
ESPERTI NELLA TRASFORMAZIONE DELLA MORFINA IN EROINA.  DUE
SETTIMANE FA BARRILE E SCIACCHITANO ERANO ANDATI A MARSIGLIA
PER INTERROGARE PIERRE DORE’ E DOMINIQUE QUILINQUINI, DUE
PREGIUDICATI FRANCESI IMPLICATI NEL TRAFFICO DI STUPEFACENTI
E COLLEGATI CON GERLANDO ALBERTI.
LA SEGNALAZIONE DELL’ OMICIDIO ALLA QUESTURA DI PALERMO FA
RITENERE AGLI INVESTIGATORI SICILIANI CHE A MARSIGLIA NON SI
ESCLUDA CHE IL MAGISTRATO POSSA ESSERE STATO UCCISO DALLA
MAFIA, MAGARI DA SICARI SICILIANI.
MP/MC
22-OTT-81 10:02 NNNN

***

19860511 02220
ZCZC207/0B
R EST S0B QBXB
FRANCIA:LA ”FRENCH SICILIAN CONNECTION”
(ANSA) – PARIGI 11 MAG. – IL MARSIGLIESE FRANCOIS CHECCHI,
PRESUNTO MEMBRO DELLA ”FRENCH SICILIAN CONNECTION”,
ORGANIZZAZIONE PER IL TRAFFICO DI STUPEFACENTI LEGATA ALLA MAFIA
SICILIANA, HA CONFESSATO DI ESSERE L’ASSASSINO DEL GIUDICE
PIERRE MICHEL, UCCISO A MARSIGLIA NEL 1981, INCRIMINATO PER
ASSASSINIO, E’ ORA DIETRO LE SBARRE: MA IL CASO E’ BEN ALTRO
CHE CHIUSO, MOLTE SONO LE ZONE D’OMBRA SULLE QUALI LA POLIZIA
E I GIORNALI CONTINUANO AD INTERROGARSI.
IL MOVEMENTE DEL DELITTO SEMBRA CHIARO: LA ”FRENCH SICILIAN
CONNECTION”, SULLA QUALE IL GIUDICE STAVA INDAGANDO, HA
VOLUTO VENDICARSI. ERA STATO IL GIUDICE MICHEL,DOPO CHE LA
POLIZIA ITALIANA IN COLLABORAZIONE CON QUELLA FRANCESE AVEVA
SCOPERTO IL 28 AGOSTO 1980 UN LABORATORIO CLANDESTINO PRESSO
PALERMO, A FAR ARRESTARE A MARSIGLIA 18 PERSONE COLLEGATE ALLA
”FRENCH SICILIAN CONNECTION”. A PALERMO ANCHE IL CAPO DELL’
ORGANIZZAZIONE, GERLANDO ALBERTI, ERA FINITO IN CARCERE.
TUTTO CHIARO, QUINDI. MA RESTA DA CAPIRE, SCRIVE TRA GLI
ALTRI ”LE JOURNAL DU DIMANCHE”, PERCHE’ IL ”PENTITO” CHE
HA ACCUSATO FRANCOIS CHECCHI HA PARLATO E QUALE E’ LA
CONTROPARTITA PROMESSAGLI. SECONDO IL GIORNALE, TALE ”PENTITO’
SAREBBE FRANCOIS SCAPULA, CONSIDERATO VICINO A GERLANDO
ALBERTI E ARRESTATO IN SVIZZERA ASSIEME A FRANCOIS CHECCHI E
CHARLES ALTIERI NELL’OTTOBRE SCORSO, DOPO LA SCOPERTA IN
SVIZZERA DI UN LABORATORIO PER LA LAVORAZIONE DELL’EROINA.
(SEGUE).
TA/AV
11-MAG-86 16:02 NNNN
ZCZC079/0A
R EST S0A QBXB
FRANCIA: LA ”FRENCH SICILIAN CONNECTION”(2)
(ANSA) – PARIGI 11 MAG. – SECONDO INTERROGATIVO, PERCHE’
CHARLES ALTIERI, CHE E’ IN PRIGIONE IN SVIZZERA E CHE AVREBBE
GUIDATO LA MOTO DALLA QUALE CHECCHI AVREBBE SPARATO, NON E’
STATO INCRIMINATO PER L’ ASSASSINIO DEL GIUDICE MICHEL.
IL TERZO MISTERO INFINE, RIGUARDA I MANDANTI;CHECCHI HA
FORNITO DEI NOMI, TRA CUI QUELLO DI FRANCOIS GIRARD, CHE FU
FATTO INCARCERARE DAL GIUDICE MICHEL NEL LUGLIO 1981, DOPO
ESSERE SFUGGITO NEL 1980 ALL’ARRESTO SUBITO DOPO LA SCOPERTA
DEL LABORATORIO DI PALERMO. FRANCOIS GIRAD AVREBBE ORGANIZZATO
L’ASSASSINIO IN CARCERE A MARSIGLIA, ASSIEME A OMER FILIPPI
POI RILASCIATO.
MA FINORA, SOTTOLINEA IL QUOTIDIANO DOMENICALE, NESSUNO DEI
DUE E’ STATO INCRIMINATO;OMER FILIPPI E’ RICERCATO MA CONTRO
DI LUI NON E’ STATO SPICCATO ALCUN MANDATO D’ARRESTO.
RESTA L’INTERROGATIVO MAGGIORE: L’ELIMINAZIONE DEL GIUDICE
TROPPO ”FICCANASO” E’ STATA ORGANIZZATA DA DUE ”PESCI MEDI”
COME GIRARD E FILIPPI, O NON E’ PIUTTOSTO FRUTTO DI UNA
DECISIONE ”DALL’ALTO”, PERCHE’ IL MAGISTRATO STAVA
DIVENTANDO TROPPO PERICOLOSO PER I TRAFFICANTI DI STUPEFACENTI?
(ANSA).
TA/AV
11-MAG-86 16:03 NNNN

***

19861021 07630
ZCZC212/0B
R EST S0B R16 R29 QBXB
TRAFFICO STUPEFACENTI: GIUDICE FALCONE A MARSIGLIA
(ANSA) – PARIGI, 21 OTT – PROTETTO DA UN MASSICCIO
DISPOSITIVO DI SICUREZZA, IL MAGISTRATO ITALIANO GIOVANNI
FALCONE, A MARSIGLIA DA IERI PER UNA MISSIONE SULLA QUALE VIENE
MANTENUTO IL MASSIMO RISERBO, HA PARTECIPATO QUESTA MATTINA A
UNA CERIMONIA INDETTA NEL PALAZZO DI GIUSTIZIA IN OCCASIONE DEL
QUINTO ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE, IN QUELLA CITTA’, DEL
MAGISTRATO PIERRE MICHEL. IMPEGNATO IN UNA COMPLESSA INDAGINE
SULLA MALAVITA MARSIGLIESE, QUESTI FU UCCISO IL 21 NOVEMBRE
1981, RIENTRANDO A CASA, DA DUE UOMINI A BORDO DI UNA MOTO.
LA PRESENZA ALLA CERIMONIA DEL GIUDICE FALCONE, CHE I
GIORNALI LOCALI DEFINISCONO ”L’INCORRUTTIBILE”, HA CREATO
QUALCHE PROBLEMA ALLE FORZE DELL’ORDINE, QUANDO FOTOGRAFI E
OPERATORI DELLA TV HANNO TENTATO DI AVVICINARLO. IMPORTANTI
MISURE SONO STATE PRESE IN OCCASIONE DEL SOGGIORNO A MARSIGLIA
DEL MAGISTRATO. I TIRATORI SCELTI DEL ”GRUPPO D’INTERVENTO
DELLA POLIZIA NAZIONALE” L’ACCOMPAGNANO IN TUTTI GLI
SPOSTAMENTI LA SORVEGLIANZA INTORNO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA E’
STATA RAFFORZATA.
DOPO LA CERIMONIA IN MEMORIA DEL GIUDICE PIERRE MICHEL IL
MAGISTRATO ITALIANO, SENZA LASCIARE IL PALAZZO DI GIUSTIZIA,
HA RAGGIUNTO GLI UFFICI DEI  GIUDICI ISTRUTTORI. SECONDO LE
INFORMAZIONI TRAPELATE, FALCONE SI STA  OCCUPANDO IN
PARTICOLARE DI UNA RETE ”FRANCO-SICILIANA” PER L’ESPORTAZIONE
DI EROINA NEGLI STATI UNITI.(SEGUE).
PR/AV
21-OTT-86 16:30 NNNN
ZCZC220/0B
R EST R16 R29 S0B QBXB
TRAFFICO STUPEFACENTI: GIUDICE FALCONE A MARSIGLIA(2)
(ANSA) – PARIGI 21 OTT. – LE INDAGINI, COMINCIATE NEL
DICEMBRE 1984 IN STRETTA COLLABORAZIONE TRA LA ”DRUG
ENFORCEMENT ADMINISTRATION” DEGLI STATI UNITI, L’UFFICIO
FRANCESE PER LA REPRESSIONE DEL TRAFFICO DI STUPEFACENTI, E LA
POLIZIA ITALIANA, PORTARONO UN MESE FA ALL’ARRESTO A MARSIGLIA
DI MARIANO PIAZZA, PROPRIETARIO DI UNA PIZZERIA DELLA CITTA’,
E DI ALTRI SUPPOSTI COMPLICI. A QUANTO SCRISSERO ALL’EPOCA
ALCUNI GIORNALI FRANCESI, L’ARRESTO DI MARIANO PIAZZA FU RESO
POSSIBILE DA ASCOLTI TELEFONICI REALIZZATI A PALERMO. ”IL
GIUDICE FALCONE – RIFERI’ ”LE MATIN” – HA CONSEGNATO
ELEMENTI DETERMINANTI AI MAGISTRATI MARSIGLIESI CHE SONO
ANDATI A VEDERLO LA PRIMAVERA SCORSA”.
UNA DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE PERMISE DI ACCERTARE CHE
LA MORFINA BASE PER LA FABBRICAZIONE DELL’EROINA VENIVA
ACQUISTATA IN TURCHIA E CHE AL FINANZIAMENTO PARTECIPAVANO
”ELEMENTI SICILIANI E MARSIGLIESI”, TRA CUI MARIANO PIAZZA.
I MAGISTRATI HANNO QUINDI SEGUITO LA ”PIZZA CONNECTION”
DALLA TURCHIA FINO A MIAMI, NEGLI STATI UNITI, ATTRAVERSO L’
EUROPA SUDORIENTALE. LE INDAGINI SONO VOLTE ANCHE AD ACCERTARE
DOVE L’EROINA FOSSE RAFFINATA, SE IN FRANCIA, OPPURE IN ITALIA.
A QUANTO SI E’ APPRESO OGGI, IL GIUDICE FALCONE CONTA DI
TRATTENERSI A MARSIGLIA FINO A GIOVEDI’ PROSSIMO.(ANSA).
PR/AV
21-OTT-86 16:46 NNNN

***

19880620 05260
ZCZC180/0B
R EST S0B QBXB
FRANCIA: PROCESSO PER UCCISIONE GIUDICE MICHEL
(ANSA) –  PARIGI, 20 GIU – FRANCOIS CHECCHI, SOTTO PROCESSO
ALLA CORTE D’ ASSISE DI AIX-EN-PROVENCE PER L’ ASSASSINIO,
SETTE ANNI FA, DEL GIUDICE MARSIGLIESE PIERRE MICHEL, HA
CONFESSATO: E’ STATO LUI A SPARARE  IL 21 OTTOBRE 1981 CONTRO IL
MAGISTRATO, IN UN VIALE DI MARSIGLIA, METTENDO FINE ALLA
CARRIERA  DI QUELLO CHE ERA DIVENTATO L’ UOMO PIU’ TEMUTO DALLA
MALAVITA LOCALE, E CHE POCHI GIORNI PRIMA AVEVA DETTO AL PADRE
DI ESSERE SUL PUNTO DI FARE UN NUOVO ”COLPO” CLAMOROSO.
CHECCHI AVEVA GIA’ CONFESSATO IN FASE ISTRUTTORIA, MA ALL’
INIZIO DEL PROCESSO AVEVA RITRATTATO. STAMANE, APPENA GIUNTO
IN  AULA, HA CHIESTO LA PAROLA E HA CONFESSATO, ”DOPO AVER
VISTO CHE LA STAMPA E LA  TELEVISIONE HANNO FATTO DI ME UN
MOSTRO”.
CHECCHI  HA DETTO DI ESSERE STATO ”MANIPOLATO” DA FRANCOIS
SCAPULA, UN TRAFFICANTE DI DROGA INTERNAZIONALE CHE  SAREBBE
LEGATO ALLA ”FRENCH CONNECTION”. E’ STATO SCAPULA, IN
CARCERE IN SVIZZERA, A PARLARE, DOPO CHE L’ INCHIESTA SI ERA
ARENATA, INDICANDO IN CHECCHI L’ ESECUTORE MATERIALE DELL’
OMICIDIO E IN CHARLES ALTIERI  (EVASO IN NOVEMBRE DA UN
CARCERE SVIZZERO DOVE SCONTAVA, COME SCAPULA, UNA PENA A 20
ANNI PER TRAFFICO DI STUPEFACENTI) IL CONDUCENTE DELLA MOTO
USATA NELL’ ATTENTATO. (SEGUE).
TA/CE
20-GIU-88 14:34 NNNN
ZCZC183/0B
R EST S0B QBXB
FRANCIA: PROCESSO PER UCCISIONE GIUDICE MICHEL (2)
(ANSA) – PARIGI, 20 GIU – CHECCHI HA DETTO DI ESSERE STATO
CONTATTATO DA QUEST’ULTIMO, NELL’ 81,PER LIQUIDARE UN CERTO ”JO
IL LIBANESE” CON IL QUALE ALTIERI AVEVA PROBLEMI DI DENARO.
”SE HO COMPIUTO QUESTA AZIONE ODIOSA – HA DETTO CHECCHI – L’
HO FATTO PERCHE’ CREDEVO CHE LA VITA DI CHARLES FOSSE IN
PERICOLO; SOLO DOPO HO SAPUTO DI AVER UCCISO MICHEL”.
ALTIERI L’ HA ALLORA RASSICURATO CHE GAETANO ZAMPA – IL BOSS
MARSIGLIESE CHE SI E’ IMPICCATO IN CARCERE A MARSIGLIA NEL
1984 – AVREBBE SISTEMATO TUTTO.
CHECCHI HA SCAGIONATO FRANCOIS GIRARD, SOSPETTATO ANCHE LUI
DI ESSERE L’ ESECUTORE DELL’ OMICIDIO, E ANCHE LUI PRESENTE AL
PROCESSO; ALTIERI E HOMERE FILIPPI, CHE SAREBBE IL SECONDO
MANDANTE, SONO GIUDICATI IN CONTUMACIA, MENTRE LE AUTORITA’
FRANCESI HANNO RIPETUTO DURANTE IL FINE SETTIMANA LA LORO
RICHIESTA ALLA SVIZZERA DI PERMETTERE A SCAPULA DI RECARSI AL
PROCESSO PER TESTIMONIARE.
SU SCAPULA GRAVA ANCHE UNA CONDANNA A 22 ANNI COMMINATAGLI
NEL 1982 DAL TRIBUNALE DI MARSIGLIA; SI PENSA CHE EGLI SI SIA
DECISO A PARLARE NEL TENTATIVO DI EVITARE L’ ESTRADIZIONE IN
FRANCIA. LO STESSO SCAPULA, NEL 1986, HA FATTO IMPORTANTE
RIVELAZIONI AGLI INQUIRENTI AMERICANI, GRAZIE ALLE QUALI E’
STATO SMANTELLATO UN IMPORTANTE TRAFFICO DI EROINA; IN CAMBIO,
SCAPULA AVREBBE OTTENUTO LA PROMESSA DI POTER VIVERE NEGLI STATI
UNITI, CON UNA NUOVA IDENTITA’ E EVENTUALMENTE DOPO UN
INTERVENTO DI CHIRURGIA PLASTICA, UNA VOLTA LIBERATO DAL
CARCERE SVIZZERO. (ANSA).
TA/CE
20-GIU-88 14:38 NNNN

***

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