Gli “esuberi” di Cosa nostra

Quali effetti della crisi economica per Cosa nostra? Alcuni appunti pubblicati su Rassegna Sindacale

di Pietro Orsatti

La crisi economica ha ovviamente delle conseguenze anche per l’economia criminale. In particolare sul piano del giro di affari delle estorsioni a commercianti e imprenditori. E con delle ricadute “occupazionali” imprevedibili. Perché se imprese e negozi chiudono ci sono meno soggetti che pagano e quindi c’è minore necessità di avere sul territorio un esercito di esattori. Di conseguenza anche i picciotti si trovano a spasso, evidentemente quelli meno addentro alle famiglie, ma la manovalanza spiccia assoldata per poche centinaia di euro al mese per operare e garantire la raccolta e il controllo del territorio. Esuberi. Anche per Cosa nostra.
Negli ultimi mesi sono centinaia gli esercizi commerciali che hanno chiuso a Palermo. “Vai a via Roma e troverai il deserto”, dice un rappresentante che ha visto ridursi di più della metà il fatturato. E via Roma oggi non sarà un deserto, ma su tre negozi uno ha chiuso o sta per chiudere. E il racket delle estorsioni si trova a ridurre anche “la quota” che i commercianti ormai agli sgoccioli devono ai clan. Sempre, poi, che invece le famiglie non mirino ad approfittare del momento per accelerare fallimenti e chiusure per poi subentrare direttamente e aspettare, poi, momenti migliori per riposizionarsi sul mercato immobiliare e delle locazioni. Si sa, da una crisi come quella che sta attraversando il nostro paese c’è sempre chi ci guadagna.
E l’esercito di esuberi delle attività del racket dove va a finire? Non certo all’ufficio di collocamento. E si innesca quindi un fenomeno  di dimensioni inedite per una città dove la mafia controlla di fatto ogni tipo di attività illecite. Quello della microcriminalità diffusa. Un fenomeno ben conosciuto in altre aree dell’Isola dove una frantumazione simile contribuì in parte all’affermarsi di sodalizi criminali inediti come quello della stidda.

 

(articolo pubblicato su Rassegna Sindacale, 1 – 7 DICEMBRE 2011, N. 43
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