Un racconto non di fantasia di Salvo Vitale – “Acchiapacazzi”

di Salvo Vitale

E’ successo a Cinisi, nel paese di Peppino Impastato e del suo assassino Tano Badalamenti.E’ la “settimana della cultura”, voluta dall’assessore Vincenzo Cusumano che,  per certi aspetti, intende richiamarsi all’intensa attività culturale del circolo “Musica e Cultura” creato da Peppino Impastato nel 1977. Un gruppo di aritsti locali sono invitati ad esporre alcune opere, in una sorta di  “collettiva estemporanea” al muro del Palazzo dei Benedettini.  Il tema è quello dei “simboli”, ovvero l’illustrazione del significato nascosto, metaforico, religioso, erotico, che hanno certi simboli di riferimento. Tra gli altri lavori  fa bella mostra  un quadro di Pino Manzella dal titolo “Acchiappacazzi n’all’ariu” che riproduce alcuni simpatici  piccoli falli maschili alati che svolazzano in uno spazio aperto. Pino è un pittore abbastanza noto, anche in campo nazionale, ed è stato uno dei compagni più legati a  Peppino Impastato. Il significato della frase  è quello di chi è con la testa per aria, del sognatore che si perde in mille fantasie, senza concludere niente. Lo si usa naturalmente anche nei confronti delle donne e non senza precisi riferimenti sessuali. Sembra quasi una vignetta, da osservare con un sorriso. E invece gli innocui uccellacci e uccellini  in volo hanno scatenato l’ira del presidente del Consiglio comunale, del prete,  dei benpensanti, dei cattolici ferventi, tutti a protestare contro il sindaco e l’assessore, affinchè  si tolga dal muro l’osceno quadro che può e potrebbe  scandalizzare i bambini, le giovani vergini,  le monache del vicino collegio e persino le vecchiette che vanno a messa nell’attigua chiesa di Santa Fara, patrona di Cinisi. Così l’assessore invita  l’artista a rimuovere il quadro. Pino si rifiuta e, dopo una serie di discussioni si arriva a un compromesso: il quadro sarà coperto da una tenda mobile, in modo che chi vuole vederlo possa spostarla e poi ricoprirlo.. Risultato: tutti vogliono vedere quel quadro, incuriositi dalla strana velina che lo copre. Non manca chi grida alla censura, chi, addirittura si richiama a Paolo IV Carafa, il papa che, ai tempi della Controriforma, nel XVI secolo, fece coprire con le “braghette” tutte le nudità delle opere d’arte, comprese quelle del Giudizio Universale di Michelangelo., chi riferisce che “i sbriugnuna”, ovvero le statue nude di Piazza Pretoria a Palermo, furono anch’esse ricoperte da strane mutande o danneggiate. In pieno Duemila, anzi 2011, si pensava che queste cose non stupissero più nessuno, me invece c’è gente che quando vede dal vivo, o al cinema, o in qualche sito porno il sesso proprio o quello degli altri, lo ritiene normale, com’è in realtà,  o, magari, si eccita; per contro, quando lo vede esposto al muro, fa finta di scandalizzarsi. C’è ancora molta strada da fare. E Peppino è lì che si sganascia dalle risate.

Ma proviamo a ricostruire, sull’episodio, una “Onda Pazza”, sullo stile di Peppino:

Banditore: Cittadini di Cinisi, ascoltate. Oggi alle ore 16 sarà inaugurata, presso il Palazzo Comunale, una mostra di pittura. Tutta la popolazione è invitata a partecipare”.

Cittadino 1: “Si viri chi unn’annu chiffari  a la Cumuni. Un sannu comu spenniri i picciuli”

Cittadino  2: Ma no, gnorante. E’ la “settimana della cultura” Tu non capisci niente. Gnorante sei e gnorante rimarrai. L’assessore Cusu-mano è un bravo picciotto chi si duna ri  fari: -Amunì. Andiamo a vedere!!!.

Cittadino 1: E va bene. Attia, ma chi è stu cosa, ma chiddi ‘un su cazzi?

Cittadino 2: Vediamo? Il titolo è “Acchiappacazzi n’allariu”. Veru è, su cazzi. Chi briuogna!!!

Cittadino 1: Picchì, unn’ai vistu mai? Quando ti metti nuru chi fai ti briogni?

Cittadino 2: Chi c’entra!!! Ci su cazzi e cazzi!

Cittadino 1: Ma chi vuoi diri? Chi u to cazzu è megghiu di chiddu addisignatu?

Cttadino 2: No scemo: Voglio dire che il mio cazzo è vero ed è coperto dalle mutande, quelli là sono dipinti e alla vista di tutti.

Cittadino 3: Che schifo!!! Chi briuogna!!! Unn’è u sinnacu? Bisogna fare qualcosa.

Presidente del Consiglio: Ma unni semu arrivati? Qua si espongono cazzi all’aperto e nessuno parla!!! Bisogna  prendere posizione. Bisogna rimuovere il quadro!!!

Cittadino 4: Che indecenza!!! Che devono dire i bambini,  le bambine, le monache, le brave signore che passano e vedono queste porcherie?

Sindaco: Assessore Cusumano, si dia da fare per porre fine a questa vergogna. I cittadini si lamentano. O cazzu, va!!!

Assessore: Professor Manzella, a nome della cittadinanza la invito a rimuovere il quadro.

Pino Manzella: Rimuovere? Non ci penso nemmeno.

Assessore: Per favore, professore, mi vuoli cunsumari?

Pino Manzella: “Io no. E’ lei che si vuole cunsumari”.

Assessore: Lo sa che facciamo? Ci mettiamo un velo, una tenda. Così copriamo la vergogna. Chi passa non vede le minchie, chi le vuol vedere solleva il velo e poi ricopre tutto.

Pino Manzella: “E va bene, sto facendo la fine di Michelangelo”

Assessore: “E perché”?

Pino Manzella: Perché il papa, quando venne scoperto il “Giudizio universale” rimase scandalizzato da tutte quelle nudità e ordinò di ricoprire statue e dipinti  con le “braghette”.

Assessore: Mettiamo dunque questa tendina.

Cittadino 1: Ma che fanno? Tutti vanno a sollevare u velu…Talè talè.. A genti pari chi cazzi unn’avissi vistu mai!!!! Un c’è cchiù munnu!!!!

IL BLOG DI PIETRO ORSATTI

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