Viene giù. Non Berlusconi, il Paese

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Viene giù. In un modo che neanche uno scrittore di fantascienza poteva immaginare. Con alluvioni prevedibili (quella di Genova urla vendetta, stessi torrenti, stessi punti di sempre e la sindaca si astenga dal fingersi sorpresa), banchieri prestati (è proprio necessario dirlo) alla politica come Verdini a trattare la fiducia e contrattare (chissà cosa sarà al centro della contrattazione? Chissà?) l’ultimo voto peone. Viene giù con quel nauseabondo intreccio di micro interessi e di ipocrisie che è oggi il partito radicale di Pannella. Dopo le grandi battaglie sui diritti civili, ora le battaglie per la pagnotta. Marco se devi azzannare la porchetta non tenere il piatto sotto il tavolo e strafogati finalmente libero e tranquillo, pubblicamente.
Viene giù, con la polizia impegnata a Roma a identificare minorenni davanti ai licei, con Berlusconi ospite mal tollerato e messo al tavolo dei “non contano una beata minchia” e trattato a pesci in faccia, sbeffeggiato, messo sotto in una sorta di interrogatorio pubblico dai grandi del pianeta al g20. Viene giù. Con la disoccupazione giovanile al 30, le mafie a fare il pezzo forte del Pil, e un commercialista come Tremonti sopravvalutato perfino dai suoi avversari fino ad essere innalzato al titolo di genio della finanza.
Viene giù con Storace che chiede la fucilazione alla schiena per il peone traditore, Napolitano che più che un presidente della Repubblica sembra essere un medico legale pronto a firmare il certificato di morte della Repubblica, appunto.
Viene giù con Santoro che annuncia rivoluzioni andando in onda sul canale televisivo di Ciancio. E se c’è qualcuno che non sa chi è e cosa rappresenta Ciancio a Catania e in Sicilia e non solo si informi. La memoria labile non è un’attenuante.
Viene giù con Cassano seconda notizia dei tg per 5 giorni mentre si scivola nel baratro e nel fango delle alluvioni. Viene giù con i giornali partito, i giornali “arma” del potere, l’annientamento degli editori indipendenti e il monopolio della distribuzione (Mondadori) di quasi tutto quello che viene stampato su carta in questo paese. Viene giù con un’opposizione divisa sulle virgole e gli accenti.
Viene giù come una valanga cieca, con Renzi che gongola fingendosi l’Assange della politica de Noantri.
Viene giù con condoni e concordati. Viene giù con la corruzione a massimi storici, le mafie ormai fiorenti su tutto il territorio nazionale e i boss sotto la madunnina a ordinare cotolette panate. Viene giù con gli inceneritori del babbo della Marcegaglia, con l’eroina che torna nelle strade, con la paura del diverso, con le ferrovie mandate in malora nell’attesa che arrivi Montezzemolo a fare concorrenza (ma mi faccia il piacere) alle Fs. Viene giù con il canale di Sicilia cimitero della civiltà e dell’accoglienza. Viene giù con l’accesso allo studio classista, lo svuotamento di futuro e la fuga dei cervelli. Viene giù plaudendo quel piazzista di Marchionne.
Viene giù. Non Berlusconi. Non la casta. Non la politica. Non l’impresa. Viene giù il paese. Nel 150esimo anniversario dell’unità, o dell’accanimento terapeutico.

Il blog di Pietro Orsatti

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