Se Renzi fosse un ultracorpo? Una nota inutile

Matteo Renzi all'inizio della sua carriera politica

Fra populismi dell’ultima ora, protagonismi scilipottiani, deliri alla Scajola (gli hanno regalato una corrente nel Pdl a sua insaputa), balle berlusconiane alla Ue (e quelle non le copri con qualche spot minzoliano) e maroni (ogni riferimento a un ministro in carica è puramente casuale) al limite dell’esplosione di stampo leghista, questa italietta da novella d’appendice (magari) si avvia al suo inesorabile declino (minchia se è ripida la discesa) con un nuovo eroe. Matteo Renzi.

Ma chi minchia è Matteo Renzi? Matteo è un giovanotto toscano molto ambizioso e secchione (anche se in molti sospettano che copiasse i compiti in classe), ex portatore sano di acne da dissidente di oratorio che si distinse prima fra i giovani della Dc fiorentini scassando le balle e poi in un quiz Mediaset (non ve lo ricordavate, eh?) per poi approdare al Pd (si acchiappa tutto) diventando sindaco di Firenze grazie agli scazzi veltrondalemiani degli altri candidati papabili e salendo agli onori delle cronache per far imbufalire Bersani con la sua micro corrente di gggiovani (presunta) revisionisti del Grande fratello e per la sua visita e simpatia (e forse invidia?) per la bella vita di quel del maniero di Arcore.

Matteo ora fa paura (brrrr che paura) a chi politica la fa da una vita (con fasi alterne, nevvero) come Bersani e Vendola (Di Pietro non conta, lui la politica la vede ancora un problema di ordine pubblico) con l’avvicinarsi delle possibili elezioni anticipate e soprattutto con quelle primarie che con un po’ di amarezza il Pd sarà costretto a digerire. Matteo fa paura non tanto perché potrebbe vincere le primarie quanto perché riuscirebbe scassando minchia e partito a far vincere a un candidato come Pietro Nenni.

E qui nasce un sospetto. E se Renzi fosse un ultracorpo, avanguardia di un’invasione extratterestre? Di Gianni Letta ormai ne avevamo quasi la certezza, ma il giovanotto cresciuto nel baccellone di un fagiolo borlotto di un orto di Scandicci potrebbe davvero rappresentare la fine di ogni speranza di sopravvivenza della specie umana sul pianeta. Già le vedo orde di dirigenti del Pd e di Sel in fila davanti a una ex fabbrica di Della Valle adattata all’uso per essere posseduti dal germe di una stirpe extraterrestre.

Vigiliamo davanti a questa annunciata invasione.

p.s. (Per favore qualcuno spieghi a Gasparri che un ultracorpo non ha per forza le chiappe di Belen)

IL BLOG DI PIETRO ORSATTI

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2 comments

  1. “Di Pietro non conta, lui la politica la vede ancora un problema di ordine pubblico” ti vale il Pulitzer domenicale mattutino de noantri.

    E cmq giusto noi fiorentini potevamo distrarci tanto da lasciar emergere questa ennesima anomalia PD

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