Novantadue. Incipit

di Pietro Orsatti

Novantadue. Quanti se ne ricordano del 1992? Vent’anni, un Paese radicalmente cambiato, piegato oggi su stesso, svuotato economicamente, socialmente e culturalmente. Un Paese senza una politica degna di questo nome, con una classe di professionisti della poltrona che sembrano usciti da uno dei deliri di fantascienza demenziale di Douglas Adams. Ma quella di Adams era poesia, letteratura, gioco. Quella di oggi, di questo oggi congelato e lentamente degradante, è tutt’altra storia. Novantadue. Un anno che in molti, troppi, hanno rimosso nella sua interezza. Anno chiave per capire l’oggi. L’anno di un golpe invisibile.

Anno cruciale il Novantadue. Un anno in cui è successo di tutto, qualcuno ipotizza, appunto, una sorta di golpe nascosto. Un anno in cui si apre uno scontro istituzionale e giudiziario che ancora oggi condiziona la vita politica e sociale del nostro Paese. L’anno delle stragi di mafia, delle dimissioni di Cossiga, dell’inizio di Tangentopoli, del disvelamento di Gladio, della liquidazione (anche per via militare in Sicilia) dell’andreottismo. E della preparazione dell’emersione di Silvo Berlsuconi che dall’anno succesivo diventerà inarrestabile ascesa politica. L’inizio e la fine di tutto. Un anno che da tempo cerco di capire, e forse l’unica possibilità per farlo è raccontarlo, attraverso archivi dell’epoca incrociati fra loro e rianalizzati con cura. Interpretandolo con l’oggi, se sarà possibile.

E quindi iniziamo da lì. Dal 2 gennaio 1992. E protagonista di quella giornata, con un Paese ancora alle prese con i postumi della festa, era, neanche a dirlo, Silvio Berlusconi. E non si tratta di una notizia da poco quella che piove sui media italiani ed europei. C’è in gioco l’unità della grande famiglia socialista europea, e in particolare i rapporti fra Bettino Craxi e Françcoise Mitterand. E il futuro dei grandi network di informazione nazionali e internazionali. Una barca di soldi. Ma tanti davvero. E al centro c’è lui, Silvio Berlusconi, il tycon brianzolo che sta scalando, anche grazie ai favori di un amico del peso di Craxi, il mondo della televisione commerciale di cui è già indiscusso leader in Italia cercando però di allargare il proprio impero verso la Spagna e, in questo caso, la Francia. Stiamo parlando della vicenda La Cinq. Una delle tante storie dell’epopea berlusconiana cancellate dalla memoria collettiva e dal curriculum ufficiale dell’imprenditore e politico e personaggio cardine della storia politica e culturale del Paese degli ultimi vent’anni.

Due gennaio. Novantadue. La Cinq. Questa storia inizia da qui.

Terminata la scrittura del romanzo Nuddu, torno a riprendere il progetto che per un po’ avevo accantonato. Ne cambio faccia, modo e stile. E da questo frammento riprendo il lavoro che avevo lasciato a metà

Il blog di Pietro Orsatti

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...