Agelillo e i mostri di Perugia – Una Nota Inutile

Mentre Tremonti si accorge che la crisi economica c’è davvero ma solo perché alla fine è arrivata a toccare i profitti intoccabili, quelli delle banche, Amanda e Raffaele vengono iscritti d’ufficio da Angelillo, l’ex guardia sigilli di casa Bocassa, con un ragionamento che nemmeno un caimano strafatto di “Punt e Mes” sarebbe riuscito a tirare fuori dal cassetto. Siccome i due giovani accusati (e assolti) di aver ucciso in quel di Perugia la loro coetanea Meredith dopo un lungo e televisivo e devastante processo sono liberi per forza devono prendere la tessera del Pdl e diventare immediatamente testimonial della campagna del Pitone (quello che stritola soprattutto le parti basse degli italiani da più di un ventennio) contro i Pm, razza bastarda e crudele. Soprattutto quelli che indagano sul Capo a Napoli, Milano, Palermo, Firenze, Roma, Bari, Poggibonzi di Sotto, Brembate (Segrate no che se l’è comprata insieme a un ripetitore Tv), Madrid, Zipulite, Marte, Venere e l’intera Galassia Centrale. Leggiamo la dichiarazione rilasciata oggi dall’augusto Angelillo.

“In Italia il tema è che per gli errori giudiziari nessuno paga”.

E quindi, visto che è risaputo che i Pm italici o sono in malafede o sono delle pippe, che non si facciano processi e basta.

Ebbravo Angelillo, dieci più e stasera l’osso di ginocchio da rosicchiare prima di metterti a cuccia.

p.s. (qualcuno, per favore, spieghi a Gasparri che l’errore giudiziario non è quello che hanno fatto i suoi genitori a non andare al cinema la sera che lo hanno concepito)

Nota a margine:

Per un attimo divento serio. Solo per un attimo. È molto probabile che a Perugia sia stata fatta una minchiata abissale sia in  sede di indagine che di costruzione dell’accusa. Chi ha seguito il processo in qualche modo senza aver avuto la sfiga di incorrere per noia o sonnolenza nella visione anche distratta di un puntata di “Porta a porta” sul tema o di una tremante ricostruzione della Sciarelli, sa che l’accusa si teneva in piedi con lo sputo, con prove smontate da perizie, e ricostruzioni demoniache che sembravano più il frutto di una sceneggiatura di una fiction televisiva che una roba degna di arrivare in tribunale e in quel modo. Quello che fa rabbrividire è che, se errore c’è stato, questi due ragazzi saranno segnati per tutta la vita dalle accuse (e ricostruzioni criminale dei media) e dalla galera subita. Che ci sia la possibilità di avere un risarcimento e che vengano individuate responsabilità vere e chiare è un diritto di ogni cittadino che incorre nel sistema giudiziario. Un diritto che la legge italiana si è ben guardata di salvaguardare troppo impegnata a salvare da ben altri processi i potenti di turno e non il cittadino qualunque. Angelino Alfano parla, a vanvera troppo spesso, ma non c’è traccia nelle sue “riforme” di un provvedimento che davvero riguardi “tutti” i cittadini e non solo quelli di chi gli paga lo stipendio (quello vero e non quello che percepisce dalla Stato) e dei suoi amici o servitori latitanti o meno. E da qui in poi torno il solito buffone di sempre.

il blog di Pietro Orsatti

Il blog sul libro L’Italia Cantata Dal Basso e altre storie

Una Nota Inutile

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