Appunti sul sapere e sull’utopia

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A volte sapere è una disgrazia. Sarebbe molto più facile e sano, forse, non avere percezione, consapevolezza. Della situazione che attraversa il paese in cui si vive, della pochezza della politica, degli enormi problemi sociali che stanno emergendo, della propria condizione personale e delle situazioni emotive che si vivono.

Non sapere garantisce, come il fare finta di nulla pur sapendo attendendo che le cose per miracolo cambino, di tirare avanti per un po’. Qualche giorno. Una settimana. Un mese. Ma le cose accadono attorno a noi e grazie a noi, alla nostra attiva passività. Che lo vogliamo o no. E allora il cortocircuito diventa inevitabile.

Giusto darsi tempo di capire le cose che accadono a noi e attorno a noi. Capirle, non ignorarle. Se le cose non si sanno non è che automaticamente non ne veniamo condizionati, non ne paghiamo le conseguenze. Forse, per mantenere un filo di controllo e tutelarsi in qualche modo, basterebbe trovare un modo di modulare…

Mi rendo conto che mi sto perdendo e rischio di dire un sacco di cazzate.

Le cose che ci accadono e che ci circondano vanno affrontate. Anche se è fatica. Anche se fa male. Perché quando le cose si affrontano ci si rende conto cosa vogliamo per noi stessi, cosa pensiamo cosa sia giusto o no, troviamo i nostri errori, le nostre pochezze. Ci assumiamo le nostre responsabilità. Nel privato e nel pubblico, nel personale e in politica. I due piani, pubblico e privato, non sono per nulla scissi. Anzi, per me, coincidono. E sono entrambe fragili, conflittuali. Se non li affrontassi mi sovrasterebbero. E mi ritroverei a accumulare un livello tale di frustrazione da non riuscire più a distinguere le cose, a dargli il giusto peso. Ripeto, sia sul piano privato che su quelli pubblico.

Da tempo cerco di dare voce a questa mia opinione. Con difficoltà. Perché siamo piegati, singolarmente e collettivamente, in noi stessi. Perché abbiamo perso, messo in frigo, la speranza, l’utopia. Il desiderio che le cose cambino. L’utopia come motore per il cambiamento. In meglio.u

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