La vera storia del taglio dei Comuni nella manovrissima di Ferragosto

Era lì, seduto sulla sua tazza di ceramica, concentrato sul contributo che il suo “partitun” poteva dare alla manovrissima che più manovra di così non si può. Si spremeva meningi atrofizzate e budella sovralimentate il ministro alla semplicità nel tentativo di passare alla storia. Ma non ci riusciva poveretto, nonostante il gran sommovimento interiore che si materializzava in rumori cavernosi e effluvi di porcilaia. “Tagliamo la provincia di Aosta”, urlò partorendo finalmente un barlume di idea. “Lecco no, che Castelli si incazza”, sussurrò in un singulto di liberazione appena alleggerito da un pezzo di pressione. Povero ministro, semplice come la sua tazza candida, il calzone alla caviglia e il mutandone verde alle ginocchia. Come poter contribuire ancora? Sentiva di essere a un passo dal passare alla storia, ma ancora non capiva bene se come statista o sparatore di stronzate. Si concentrò e spinse, spinse ancora. Qualcosa dilagò nel suo cervello atrofizzato e esplose in un’apoteosi di luce. “Cacciamo fuori dall’Italia Trieste”. Sospirò. Capì di essere a un passo. Il sole delle Alpi lo ispirava, stampato sul maxirotolone che stringeva in pugno. “Dio Po, fammi arrivare fino in fondo”, e si asciugò il sudore con una pelle di capra che gli aveva regalato pocanzi Borghezio. “Ecco, ci sono, lo sento” si alzò in piedi di scatto facendola fuori dal vaso. “Poco male, tanto ci pensa la filippina”, pensò osservando il disastro. “Ecco. Tagliamo i Comuni se non possiamo tagliare tutte quelle provincie del cacchio che abbiamo concesso in questi anni. A che servono i Comuni, suvvia. Mica siamo un paese di comuni noi, al limite siamo un paese di capannoni industriali abbandonati e di Masi nelle valli. I sindaci poi, ma li hai visti i sindaci? A che servono? Chi sono? E i campanili? Ma dai, i campanili, neanche alla Brambilla interessano più”. E con un gran scureggione e un roboante rotear di penna cancellò, d’incanto, 1900 comuni. Poi svenne.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...