Analisi. Il tracollo del berlusconismo, le troppe sconfitte del Pd e il “non nuovo” che avanza di Grillo

 

Di Pietro Orsatti

 

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo.

A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni  di  chilometri,  c’è  un  piccolo,  trascurabilissimo  pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.

 

(da Guida Galattica Per Gli Autostoppisti di Douglas Adams)

 

 

Cominciamo dai dati. I numeri sono una cosa certa, disegnano una mappa, raccontano, più di ogni possibile commento, quello che è successo fra domenica e lunedì in questo nostro strano Paese. Ignoriamo per un attimo le grandi città su cui si è concentrata tutta l’attenzione mediatica. E lo scenario che si disegna dimostra senza ombra di dubbio che la maggioranza di governo, e il progetto e la “chiamata alle armi” del berlusconismo ha subito una battuta d’arresto. Dei 16 capoluoghi di provincia già scrutinati (sul totale di 23), 7 vanno al centrosinistra (Savona, Ravenna, Arezzo, Siena, Fermo, Benevento, Villacidro), uno al centrodestra (Caserta), mentre in otto se la vedranno al ballottaggio (Novara, Varese, Pordenone, Rovigo, Rimini, Grosseto, Crotone, Iglesias, con il candidato di centrosinistra Perseu al 49,9%). Nelle altre citta’ il risultato provvisorio vede il centro sinistra prevalere a Salerno, Barletta, Carbonia e Olbia, il centro destra a Latina e Reggio Calabria, mentre al ballottaggio e’ indirizzata Cosenza. Per quanto riguarda le elezioni provinciali, in tre casi (Gorizia, Ravenna e Lucca) il presidente è espressione del centrosinistra, a Treviso della Lega a Campobasso del centrodestra. Sei i ballottaggi: a Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria. Certo, siamo ancora al primo round, ma il segno è inequivocabile.

 

Altro dato interessante, prima di dedicarci a Milano, Napoli, Torino e Bologna, è quello dell’astensionismo. In molti hanno disertato le urne. Ma, nonostante i timori (le dichiarazioni di Nicola Zingaretti di ieri poco dopo le 15 sono state sicuramente affrettate), l’astensionismo non ha penalizzato il centro sinistra. Anche qui emerge che la disperata chiamata alle armi lanciata da Silvio Berlusconi nelle ultime settimane non ha ottenuto il risultato dovuto. I moderati questa volta non si sono fatti intimidire dai toni da ultima spiaggia. Uno che unisce le proprie sorti giudiziarie al voto amministrativo definendo le elezioni una sorta di referendum per l’abolizione dei pubblici ministeri questa volta non ha convinto. Non davanti alla crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Non davanti al crollo di credibilità internazionale che stiamo subendo grazie alle scellerate scelte di alleanze e strategie fatte dal grande intrattenitore (da Putin a Gheddafi fino allo strappo con la Francia e con l’Unione europea). I moderati sono moderati. Noi puoi pensare che terrorizzandoli alla morte un mese si e un mese no (facciamo gli ottimisti, una volta tanto) questi si imbranchino in una crociata estremistica di mazzettatori delle mura istituzionali. E poi quella roba “sporca” tirata fuori all’ultimo secondo prima dalla Moratti e poi da tutti i giornali e media del premier su Pisapia. Quella uscita è stata peggio di aver definito i pm “un cancro”. E ha terrorizzato i moderati, che forse non hanno votato per il centro sinistra, anzi di questo ne sono convinto, ma hanno preso la decisioni profondamente politica di non recarsi alle urne e lasciare il cavaliere e la sua corte solo nella tempesta.

 

E qui arriviamo per forza di cose a Milano. La capitale “immorale” grazie alle infiltrazioni della ‘ndrangheta, ai festini del premier e allo scodinzolare sguaiato dei tanti Mora, Fede, Corona e comparse varie, al doppio binario spregiudicato dei leghisti, ai vip strafatti di coca, alle decine di migliaia di persone neo disoccupati o più ottimisticamente in cassa integrazione, all’incapacità palese della Moratti di governare qualsiasi cosa che non sia un piccolo e autoreferenziale salotto borghese, ha voluto dare un altro segnale. Quello di volersi riconquistare il titolo di “capitale morale”. Perfino il voto (il 5%) del Movimento 5 stelle rientra in questo quadro. Non ha vinto il Pd, ma Pisapia e Vendola a Milano. Ha vinto chi rivendica la propria storia, non la camuffa in neo-moderatismo, e ne fa un progetto di governo. Un  risultato del genere senza Pisapia a Milano sarebbe stato impensabile.

 

Come non ha vinto il Pd a Napoli. Anzi, qui è stato sonoramente e doppiamente sconfitto. E qui Vendola ha ceduto dove non doveva cedere. Lo spettacolo degli ultimi mesi lascia esterefatti. Pur di non scaricare per sempre la fallimentare politica (e l’incredibile centro di potere) rappresentata da Bassolino, il Pd ha scelto di puntare su tutti i cavalli sbagliati. Portandosi dietro, probabilmente in una logica di scambio fra Bersani e Vendola (a te Milano a me Napoli) letteralmente suicida, anche gli elettori di Sel. Tutti sapevano che De Magistris era il candidato forte. E Luigi lo ha dimostrato. Se lo schieramento di centro sinistra si fosse presentato unito forse non ci sarebbe stato neppure bisogno di un ballottaggio. Ora sta al Pd (e a questo punto anche a Vendola) decidere se vuole ricominciare a fare politica davvero o suicidarsi definitivamente in Campania.

 

Torino anche non è una vittoria del Pd, dell’attuale “forma” del Pd. Ha vinto per la terza volta Chiamparino, osteggiato e marginalizzato come provinciale da anni dal suo stesso partito, e Fassino, che a Torino è andato a candidarsi per leccarsi le ferite delle tante marginalizzazioni infertegli dai suoi stessi compagni. Fassino va a governare la prima, e a questo forse unica, città industriale italiana. Con davanti un interlocutore spregiudicato e politico (profondamente politico) come Marchionne e il suo progetto di finanziarizzazione e esternalizzazione della Fiat. Ne avrà di gatte da pelare. A lui tutti i miei auguri.

 

Bologna è l’ennesimo schiaffo, poi, al Pd. Con quel 10 per cento ai grillini che raccontano quanto sia profondo e forse irreversibile il solco che si è aperto fra il partito di Bersani e gli elettori della sua roccaforte emiliana. Con i ceti popolari che si fanno incantare dalla Lega e quello più radicale e deluso dal Movimento cinque stelle. Se il Pd non analizzerà davvero quello che sta succedendo in Emilia oggi, rischia di perdere non solo le elezioni dei prossimi anni, ma anima e popolo. Anima e popolo. Lo ripeto, perché sono fattori/valori inscindibili. E la loro assenza, e il loro mancato ascolto, sono la vera debolezza dei democratici.

 

E qui arriviamo a Grillo. Che è la vera non novità di queste elezioni. Populista, semplificatore, volgare quando ci vuole, comunicatore dall’efficacia impressionante. Il suo Movimento è speculare al berlusconismo. Si fonda sul leaderismo e l’istrionismo nello stesso identico modo del berlusconismo. Poche parole, ancor meno concetti, e assoluta fedeltà. Chi non recepisce acriticamente gli umori (non parliamo di contenuti, per favore) del leader è un traditore. “Voi siete morti, noi siamo vivi”. Non facciamo l’errore di sottovalutare questo slogan. Il Movimento è a tutti gli effetti un partito, apparentemente democratico e sostanzialmente verticistico. Che agisce non attraverso i meccanismi dell’ottenimento del consenso propri di una struttura democratica ma attraverso un’impressionante mix di ritualizzazioni, manipolazioni e strategie di comunicazione interne proprie più di una chiesa, o di una setta, che di un partito. Non facciamoci incantare dalla pseudo democraticità della rete. La rete di Grillo è tutt’altro dalla rete di Internet. È un luogo chiuso (i Meet Up) e governato dal gruppo ristretto di chi “cura” immagine e contenuti di Grillo. Identità. Questo offre Grillo. Appartenenza. Fede. E non c’è niente di nuovo. Non è affatto “la nuova politica”. Qui siamo davanti a un gruppo di teste che scientificamente ha deciso di mettere su una “cosa” che ha poco a che fare con la politica e molto con il marketing ossessivo e virale. A casa mia una roba del genere si chiama manipolazione del consenso. E ha avuto un successo impressionante vista la pochezza della politica italiana.

È interessante che infatti siano proprio gli uomini della Casaleggio Associati a curare in todo ogni aspetto della comunicazione e dell’immagine e dell’organizzazione della rete di Grillo. Una società che si occupa, a livelli inimmaginabili, di marketing e e-commerce, sicurezza e comunicazione virale. E mica solo per Grillo. Magari fosse solo per Grillo. Gianroberto Casaleggio e Enrico Sassoon sono tutt’altro che due nerd smanettoni. Sono il top del settore. Con relazioni che vanno dai colossi multinazionali della comunicazione digitale alle multinazionali energetiche e del settore sanitario (pubblico e privato) e che siedono, nel caso di Sassoon, al tavolo dei poteri forti dell’Aspen institute e dell’ American Chamber of Commerce e del comitato scientifico del Sole 24 ore (della Confindustria) e che hanno un trascorso di peso nei gruppi Olivetti e Telecom. Come dire, niente di nuovo. Proprio niente. E se questo è il motore organizzativo e di idee della “nuova politica” io sono tornato ad essere minorenne.

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5 pensieri riguardo “Analisi. Il tracollo del berlusconismo, le troppe sconfitte del Pd e il “non nuovo” che avanza di Grillo

  1. Buonasera,
    leggo l’articolo e non riscontro aderenza alla realtà diverse considerazioni da lei fatte in merito al Movimento 5 Stelle, sembra una considerazione fatta davanti ad un monitor del computer e senza analizzare de visu il contesto.
    “poche parole, ancor meno concetti”.. guardi se conosco Rifkin, solo un primo esempio che mi capita a mente, è solo grazie al blog di Grillo che ne ha dato ampio spazio, mentre nelle tv cosiddette “di regime”, programmi come Quarck liquidavano il dibattito energetico con la sola soluzione possibile nel nucleare.
    Che il Movimento non sia “verticistico” le basta iscriversi ad un Meetup vicino a casa sua, che le assicuro non è “chiuso”, e dove i Casaleggio non si sa neanche che faccia abbiano. Sicuramente sarà accolto con piacere, perchè sono un contenitore dove ognuno ritiene di avere del buono da proporre a favore del cittadino è benvenuto. L’obiettivo è riprendersi in mano le redini del paese in maniera attiva, per tutto il mandato, e non solo al momento del voto. Come? E’ semplice, la rete è il luogo del dibattito e della sperimentazione della democrazia diretta, e l’eletto è solo il terminale della rete, non fa quello che vuole, il contrario del verticismo. Se l’eletto non risponde alle proprie responsabilità, gli elettori o semplicementi gli attivisti, tra i quali ci potrebbe essere anche lei, dopo sei mesi possono già mandarlo a casa visto che ha già firmato le dimissioni non appena eletto.
    Chi legge Grillo è in rete e può documentarsi come vuole, mentre chi guarda la tv ahimè è costretto a credere che Mills sia stato assolto: visto il paese in cui ci troviamo userei le parole “manipolazione del consenso” verso un’altra direzione.
    Grazie per l’attenzione.
    Alessandro

    1. Prego
      Mi cita Rifkin? A me? E sarebbe Grillo a averlo “sdoganato”? Ma mi faccia il piacere. Sono trent’anni che Rifkin si è sdoganato da solo, è ed è stato in Italia centinaia di volte, ha partecipato a dibattiti, trasmissioni televisve, pubblicato puntualmente articoli su quotidiani (dal Corriere delle Sera e Repubblica). Decenni prima che Grillo si accorgesse di lui.
      Il movimento non è verticistico? Apparentemente. Se lei sapesse qualcosa di Rete e non di meet up probabilmente qualche dubbio le verrebbe. Perché solo quella struttura, a pagamento, estremamente “controllabile”? Questa domanda non l’è mai venuta in mente? Poi non mi dica che Casaleggio non partecipi attivamente alla “vita” del movimento. Perché è una balla e lei, se davvero è attivo nel movimento come sembra, lo sa perfettamente. Comunque non mi ha contestato una virgola sugli intrecci di affari e di relazioni con i poteri forti della associati. E non mi dica che quelle relazioni siano, ad esempio sul nucleare, corrispondenti con quello che dichiara Grillo. Poi il resto del suo commento riporta i soliti slogan.

  2. Salve,
    ho avuto modo di conoscere degli esponenti del MoVimento in occasione delle scorse amministrative.
    Faccio parte dell’Italia dei Valori e so che abbiamo pagato una serie di errori a molteplici livelli, che ha portato molte persone a votare per loro.
    Le idee di fondo e le persone sono buone, giurano e spergiurano che Grillo sia solamente un traino, un amplificatore e che loro cercano di fare qualcosa di buono.
    Io spero vivamente che sappiano emanciparsi da lui e proseguire nell’interessare le persone alla politica.
    Anche io sono per la democrazia partecipata, ma non nel modo in cui lo fanno loro, come rimettere il mandato dopo sei mesi e farsi confermare da una minima parte degli elettori.
    La politica è nata perché non tutti possono interessarsene con il necessario impegno e dedizione, i “politici di professione” dovranno purtroppo per loro sempre esistere, ma sono cose di cui dovranno rendersi conto.
    Se posso permettermi, non userei troppo livore contro di loro o contro Grillo, potrebbe sortire l’effetto contrario al desiderato, quel che è certo è che i partiti tradizionali devono avviare un processo di profonda revisione del loro operato e colmare il distacco dalla realtà che fino ad ora li ha caratterizzati.
    Grazie

    1. Concordo che moltissimi dei giovani e dei militanti dei 5 stelle siano persone per bene, anzi, addirittura una speranza per il futuro. Che spero davvero per loro che non venga precocemente disillusa. Le dirò che molti punti (anche se assolutamente “semplificati” dal qualunquismo del linguaggio comunicativo del guru) mi trovano perfettamente concorde.
      E le assicuro che non sono livoroso. Anzi. Sono solo, e molto, preoccupato.

      1. Dopo essere stata “un’attiva ” del M5S ed esserne uscita consapevolmente il 15 Novembre 2011 scrivevo questa nota sul mio profilo di facebook per cercare di far prendere in considerazione alcuni aspetti del Movimento a chi ancora è seguace convinto: MOVIMENTO 5 STELLE REALTA’ O FINZIONE ?
        Il 16 Novembre a Bologna ci sarà un incontro con Casaleggio e Beppe Grillo, un incontro che già da tempo molte persone che avevano contribuito alla nascita del M5S avevano chiesto per porre domande sul loro specifico ruolo nella gestione del Movimento e per soddisfare le esigenze di democrazia e trasparenza , purtroppo anche questa volta l’incontro avverrà a porte chiuse con pochi partecipanti ben selezionati e con divieto di riprese. Considerando che il M5S usa come suo cavallo di battaglia la parola “Trasparenza “”uno vale uno “ queste continue riunioni a porte chiuse mettono ancora più in evidenza la discrepanza su ciò che viene detto da ciò che viene fatto.

        Questo atteggiamento ormai consolidato mette in allarme su come potrà evolvere il Movimento 5 Stelle nel prossimo futuro. Ricordando la frase “I PARTITI SONO MORTI” vorrei evidenziare come la nostra Costituzione prevede il diritto ai cittadini di associarsi liberamente in partiti politici per permettere loro di concorrere con metodo democratico e determinare la politica nazionale, il limite posto dalla Costituzione all’esistenza di un partito è che esso si avvalga nella sua azione politica di metodi democratici , non a caso in passato sono stati sciolti gruppi di ispirazione a metodi tipicamente fascisti. L’esistenza dei partiti politici costituisce una garanzia alla libertà del diritto di voto. Se non si crea una dialettica intorno ad idee, prospettive, programmi, la presentazione di un candidato alle elezioni rischia di essere priva di valore concreto o peggio di trasformarsi in un plebiscito, non a caso nei regimi autoritari i partiti politici non esistono vengono soppressi o ridotti a ruolo marginale se non ammessi solo quelli favorevoli alla maggioranza così da consentire al “CAPO” e al suo gruppo di trasformare le elezioni in una manifestazione plebiscitaria a suo favore. Sempre grazie alla nostra Costituzione ogni voto ha il valore di una unità quindi “uno vale uno “(Dov’è la novità del M5S ?) non si può attribuire un maggior valore rispetto a 1 se l’elettore ha ad esempio un certo livello economico o se ricopre una carica pubblica. Sempre la Costituzione prevede il voto segreto e se non lo fosse si presterebbe a ricatti o condizionamenti cosa possibile soprattutto oggi con la grande diffusione di mezzi di informazione e la possibile concentrazione di essi in poche mani con disponibilità finanziarie rendendolo “ apparentemente libero “( Il Portale di cui da tempo si parla garantirebbe il valore 1 e l’anonimato del voto? Oppure sarebbe gestito in esclusiva come il blog ?) Quando Grillo nel suo comunicato politico 45 afferma : “la libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza” anche in questo caso non dice nulla di nuovo in quanto sempre la nostra Costituzione prevede che ogni parlamentare eletto dal popolo non è vincolato dal mandato che ha ricevuto dal partito o dal gruppo che ha comportato la sua elezione, ma svolge le proprie funzioni in modo libero come rappresentante della Nazione, non può essere vincolato nei voti che esprime dal proprio partito o dal gruppo parlamentare a cui aderisce in altre parole può “liberamente votare “! Entrando poi nel tema dei compensi degli eletti si nota un’ulteriore discrepanza, in quanto lo stipendio autoridotto tanto sbandierato dal M5S ricopia una pratica già in uso nei partiti dove gli eletti versano una quota più o meno grossa al proprio partito, (la differenza degli stipendi non viene lasciata allo stato, ma viene messa a disposizione del Movimento stesso). La mancanza nel M5S di regole che prevedono diritti e doveri degli iscritti e degli eletti secondo il mio parere non garantisce la trasparenza ,la democrazia , la moralità di cui lo scenario politico italiano ha bisogno, citando una frase di Gramsci ricordatami da una mia amica

        “Il vecchio ordine sta morendo, un nuovo non é ancora nato. É questo il momento in cui possono apparire dei mostri”vorrei invitare ad una riflessione tutte le persone che ancora credono nel M5S e ad un’attenta analisi di cosa rappresenta ora il Movimento con tutte le sue contraddizioni

        e tutti i suoi vincoli a Beppe Grillo

        ARTICOLO 1 – NATURA E SEDE

        Il “MoVimento 5 Stelle” trae origine e trova il suo epicentro nel

        blog http://www.beppegrillo.it.

        La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web http://www.beppegrillo.it.

        I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica

        all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.

        ARTICOLO 3 – CONTRASSEGNO

        Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di

        Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso.

        Si può notare come tutto è vincolato ed esclusivo nel nome di Beppe Grillo, i capigruppo politici hanno la stessa esclusiva ?

        ARTICOLO 4 – OGGETTO E FINALITÀ

        Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog

        http://www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle

        “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di

        consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog

        http://www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato

        della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi

        attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione

        al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.

        Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli

        utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.

        pagina 3 di 5

        Vorrei far notare che la mediazione viene comunque fatta dagli organizer nei vari meetup o nei vari siti del Movimento dove la richiesta di ammissione o l’espulsione avvengono ad insindacabile decisione del gruppo di persone che in quel momento svolgono la funzione di responsabili, una sorta di Consiglio dei Garanti esistente nei partiti

        ARTICOLO 5 – ADESIONE AL MOVIMENTO

        L’adesione al MoVimento non prevede formalità maggiori rispetto alla registrazione ad

        un normale sito Internet. Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non

        facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti.

        La richiesta di adesione al MoVimento verrà inoltrata tramite Internet; attraverso di essa, l’aspirante Socio provvederà a certificare di essere in possesso dei requisiti previsti

        al paragrafo precedente.

        Nella misura in cui ciò sia concesso, sulla scorta delle vigenti disposizioni di legge, sempre attraverso la Rete verrà portato a compimento l’iter di identificazione del richiedente, l’eventuale accettazione della sua richiesta e l’effettuazione delle relative comunicazioni.

        La partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione

        dell’utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei

        requisiti di ammissione.

        Anche in questo caso quando si parla di perdita dei requisiti non viene ben specificato che anche la libera espressione di dissenso causa l’espulsione dal sito e dal Movimento.(Già verificatosi !)

        ARTICOLO 6 – FINANZIAMENTO DELLE ATTIVITÀ

        SVOLTE SOTTO IL NOME DEL “MOVIMENTO 5 STELLE”

        Non è previsto il versamento di alcuna quota di adesione al MoVimento. Nell’ambito del

        blog http://www.beppegrillo.it potranno essere aperte sottoscrizioni su base volontaria per la raccolta di fondi destinati a finanziare singole iniziative o manifestazioni.

        All’interno del sito si possono trovare in vendita i libri e i DVD di Beppe Grillo !

        ARTICOLO 7 – PROCEDURE DI DESIGNAZIONE

        DEI CANDIDATI ALLE ELEZIONI

        In occasione ed in preparazione di consultazioni elettorali su base nazionale, regionale o

        comunale, il MoVimento 5 Stelle costituirà il centro di raccolta delle candidature ed il

        veicolo di selezione e scelta dei soggetti che saranno, di volta in volta e per iscritto, autorizzati all’uso del nome e del marchio “MoVimento 5 Stelle” nell’ambito della propria

        partecipazione a ciascuna consultazione elettorale.

        Tali candidati saranno scelti fra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella

        stabilita dalla legge per la candidatura a determinate cariche elettive, che siano incensurati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualunque sia la natura del reato ad essi contestato.

        L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito

        internet appositamente allestito nell’ambito del blog; altrettanto pubbliche, trasparenti

        e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature.

        Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di

        consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.

        Queste ultime righe dicono tutto e nulla evidenziando la possibilità di decidere unilateralmente di volta in volta!

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