I Rolling stones del movimento antinucleare. Il nuovo libro di Mattioli e Scalia

di Pietro Orsatti

Per parlare del nuovo libro di Gianni Mattioli e Massimo Scalia (Nucleare a chi conviene, ed. Ambiente) è necessario partire da una domanda: era davvero necessario un nuovo libro di una delle coppie più longeve dell’ambientalismo italiano? Perché non è il primo, in 35 anni di onorata “attività”, che questo duo di rompiballe (con un enorme bagaglio scientifico e politico) sforrna sull’argomento. Mattioli e Scalia sono sempre in prima fila da decenni a “smontare” gli schematismi nuclearisti spendendo fiumi di parole e energie, spadellando dati e ricerche, disegnando scenari, scrivendo articoli e libri, appunto, partecipando a incontri e dibattiti. Come ai tempi del Comitato per le scelte energetiche negli anni Settanta questa “rock band” inossidabile (come gli Stones) dell’ecologismo politico non si scinde e non molla la scena.

E quindi ripeto la domanda: era davvero indispensabile? Per chi come me partecipò a quella storia, alla breve e formidabile stagione del movimento ambientalista negli anni Ottanta e Novanta, ovviamente è una chicca imperdibile. Ma non si tratta solo di un’impulso nostalgico, nel ricordo di quando si era giovani e movimentasti, rendermi utile questo volume (anche se, lo ammetto, il capitolone storico è quello che mi sono andato a leggere per primo), è la lucida analisi scientifica, politica ed economica di Gianni e Massimo a rendere questo strumento micidiale. Questi due docenti curiosi, ironici e attenti, dai caratteri assolutamente opposti e complementari, con un passato politico impressionante sia in termini storici che di incarichi anche istituzionali, continuano non solo a stare sul pezzo (andatevi a leggere lo scoop dell’indagine epidemiologica tedesca sugli effetti sanitari in aree con centrali nucleari in esercizio che smentiscono clamorosamente le dichiarazioni di Veronesi), ma anche a offrire soluzioni non banali. Per capire chi ci guadagna con il rilancio del nucleare italiano, attraverso quali meccanismi e in che forma. Perché come allora, più di trentacinque anni fa, il nucleare italiano è un grande business, un bluff, un inganno e solo alla fine benevolmente un’illusione.

Scrive Marcello Cini nella postfazione, ricordando come due autori dopo anni di attività parlamentare e di governo siano tornati all’insegnamento con una scelta del tutto controcorrente nel panorama politico italiano: “Se questo fosse un paese normale i politici, gli economisti e i manager che si assumono la responsabilità della realizzazione di quel programma dovrebbero sentirsi obbligati a rendere conto delle loro decisioni contrapponendo alle conclusioni di Mattioli e Scalia argomenti solidi e convincenti. Non lo faranno, perché quelle decisioni sono basate su argomenti molto meno trasparenti e pubblicizzabili”. Appunto.

*** Nucleare: a chi conviene?le tecnologie, i rischi, i costi di Gianni Francesco Mattioli, Massimo Scalia introduzione: Gianni Silvestrini 2010 – pagine: 256 – euro 20,00 – ISBN 978-88-96238-20-2 ***

Cosa significherebbe per l’Italia investire sull’energia atomica anziché su fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico? Sappiamo che il nucleare: utilizza come combustibile l’uranio, una risorsa che va comunque acquisita sul mercato estero, scarsa e perciò destinata a divenire sempre più costosa e oggetto di competizione internazionale; utilizza una tecnologia complessa che non mette al riparo da rischi sanitari neppure nel normale funzionamento di una centrale; non ha risolto il problema delle scorie radioattive, lasciando quindi aperti gravi problemi per il futuro; presenta costi di produzione del kWh elettrico difficilmente definibili e comunque superiori rispetto ad altre fonti energetiche realmente pulite e rinnovabili. Nucleare: a chi conviene? propone un’analisi sul tema avvalendosi di dati reali e documentati provenienti da fonti internazionali. Gianni Francesco Mattioli e Massimo Scalia sono tra i padri dell’ambientalismo scientifico in Italia. Il loro nome è legato alle battaglie contro il nucleare, per il risparmio energetico e per le energie rinnovabili. Docenti alla facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università “La Sapienza” di Roma, hanno entrambi ricoperto importanti incarichi politici.

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