Capezzone, la democrazia, i governi tecnici e l'incubo della disoccupazione

di P. O.

Il giovanotto comincia ad avere paura del futuro. Il giovanotto ovviamente è Daniele Capezzone portavoce del Pdl, già paladino dei diritti civili con i Radicali e poi defenestrato da Marco Pannella in persona per atterrare, in via provvisoria, prima con ospitate goliardiche da Chiambretti e poi alla direzione dell’agenzia di Srampa più amata dai servizi, Il Velino. Si preoccupa Capezzone, e ne ha tutte le ragioni. Perché vai a vedere che a furia di parlare di governi tecnici qui e governi tecnici là vai a vedere che un governo tecnico prima o poi ci scappa fuori. E allora… All’armi! Ecco infatti cosa ha dichiarato il giovanotto pochi minuti fa sull’argomento: ”Chiunque si illuda di ritentare

la strada del ribaltone, tessendo la tela di governi tecnici o tecnico-politici, sbaglia due volte. Primo: perche’ non riuscira’ nell’impresa. Secondo: perche’ si tratterebbe di un’offesa alla democrazia. Gli elettori hanno scelto Silvio Berlusconi tre volte su tre: nel 2008 alle politiche, nel 2009 alle europee, e nel 2010 alle regionali, con maggioranze via via crescenti. Dunque, o Berlusconi o elezioni (con Berlusconi, ovviamente). Tertium non datur”.
Povero Daniele, chi se lo piglia a uno con un curriculum così se non Berlusconi? Ha ragione a temere la disoccupazione. E da molto bene che la cassa integrazione per la politica non c’è. A spasso senza passare dal via.

Www.gliitaliani.it

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