La Befana è comunista

Qualche anno fa un amico e collega, era sera e si stava lavorando alla chiusura di un numero di Diario quando quel glorioso giornale usciva in abbinamento con l’Unità, si avvicinò e mi chiese: “Ma tu sei mai stato comunista?”. Ci pensai un po’ su e poi risposi: “Da un po’ di tempo si”. Quindi probabilmente dovrei anche io oggi ritenermi uno di quei famosi e famigerati comunisti che di tanto in tanto estrae dal cappello da prestidigitatore Silvio Berlusconi? In combutta ovviamente con la magistratura. E dismessa la dieta a bambini lessi o arrostiti, saremmo noi comunisti senza comunismi, socialisti senza utopie, a voler eliminare l’unto del signore, il leader plasmato dal chirurgo plastico. Contro il volere del popolo e di Publitalia, ovviamente.

A quanto pare si, anche io sono un feroce cripto comunista trinaricciuto.

Se mi rifacessero la domanda oggi risponderei “di tanto in tanto”. Si, perché nel terzo millennio si può essere comunisti intermittenti. Da sedici anni a questa parte mi accade di sentirmi comunista ogni qual volta l’imperatore della Brianza, in flessione nei sondaggi, tira fuori i comunisti per ricompattare il suo popolo di anime belle. Allarme! Comunisti! A noi! E puntualmente ritiro fuori il colbacco, lo spiedo e il ghigno subdolo e feroce e mi aggiro nelle lande desolate di Milano Due in cerca di pargoli da masticare, vergini di stuprare e premier da defenestrare. Se poi mi riesce pure di far pagare le tasse a qualcuno ho raggiunto l’apice.

Mentre cercavo nel mio archivio di bolsceviche nefandezze ho trovato finalmente un’immagine dell’unico vero erede di Joseph Vissarionovich Stalin. Con un sorriso satollo da culatello e tortellini, ritrovo un’immagine di Romano Prodi in colbacco e pellicciotto. Ecco, il democristianissimo Prodi di fatto era comunista. Più comunista certamente del socialista da cinema d’essai Veltroni, del manovratore del nulla D’Alema, e perfino dell’ex lombardiano frequentatore di bella gente (che di comunista ha solo l’aperitivo a Cortina) Bertinotti. Si, ecco, Romano Prodi. Lui e solo lui il vero ultimo ferocissimo e spietato comunista lanciato contro la libertà, il popolo, il destino.

Poi sono caduto dal letto e, risvegliandomi da quest’incubo, ho riguardato quella fotografia, con tristezza. E ho visto la Befana.

su Gliitaliani.it

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