I bombaroli di Natale e gli irresponsabili di allarmi inesistenti che hanno provocato l’inizio di incendio

Tempismo perfetto. Due pacchi bomba in due ambasciate (Cile e Svizzera) con tanto di ferito grave a Roma e una rivendicazione anarchica (informali) che è tutto un programma. A furia di gettare cerini accesi e a versare benzina ecco il risultato. I bombaroli della domenica, e di Natale, escono allo scoperto e ecco qui il clima da fine anni ’60. Complimenti. Sempre poi che la rivendicazione sia vera, che la pista anarchica (e solo a parlare di “pista anarchica” si riaccende la memoria) sia vera o ci sia qualcosa di peggio dietro a questi due ordigni.

Inutile che ieri il sindaco Alemanno cerchi di azionare l’estintore ribadendo la sua convinzione”che non c’entri nulla questo attentato all’ambasciata elvetica con gli altri episodi di tensione, con gli altri falsi allarmi che si sono avuti alla stazione della metropolitana”. Alemanno è uno dei protagonisti del clima di tensione che si è innescato a Roma, e non solo a Roma. Della criminalizzazione preventiva della contestazione studentesca. Della contrapposizione attraverso proclami violenti negli ultimi mesi. Certo, niente se paragonato al suo amico di gioventù Gasparri. Ma tant’è.

A furia di cercare nemici, di cercare il conflitto, di sbarrare ogni strada a un confronto civile, politico, si è aperto il coperchio di un pentolone che doveva rimanere chiuso, sigillato.

In un paese allo sfascio, impoverito materialmente e culturalmente, diviso, in pieno tracollo morale, un imbecille che si improvvisa bombarolo natalizio trova facile spazio. E ancor peggio, qualche gruppetto di nostalgici del “ginocchio fragile” potrebbero cercare di alzare ancora di più la tensione alzando il livello di uno scontro che non c’è. Perché in questo paese non c’è allarme terrorismo e violenza , e questi episodi sono venuti alla luce solo dopo una campagna mediatica formidabile che ne ha giustificato la riemersione. Una campagna martellante sulla sicurezza, sulla criminalizzazione di ogni dissenso, su allarmi inesistenti. A furia di battere qualcuno ci ha creduto. E è riemerso dalla melma dove si era ibernato. La riemersione, e lo ripeto, di una roba tutta inventata. Di gruppi microscopici e senza alcun legame con il conflitto sociale. Di avanguardie del nulla. Senza consenso, senza relazioni, senza riferimenti ideologici. Niente. Si mette esplosivo in un busta indirizzata all’ambasciata Svizzera (un attentato al Toblerone che valenza politica ha?) con la stessa logica con cui si va allo stadio non per vedere una partita di calcio ma per andare a “menare” la polizia.

Riflettano i responsabili della campagna mediatica più irresponsabile e imbecille degli ultimi anni. Ogni ferito, ogni testa rotta, ogni tensione sarà responsabilità anche loro.

su Gliitaliani.it

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