Maroni non ci sta. Per lui la ‘ndrangheta è roba solo da terroni

di Pietro Orsatti

Saviano descrive la penetrazione della ‘ndrangheta al nord, e spiega come l’organizzazione criminale cerchi sempre di coinvolgere e inquinare e condizionare la politica e il potere. Al Sud come al Nord. E lo fa in diretta televisiva nel corso della trasmissione “Vieni via con me” su rai3. E Saviano sa, come raccontano le recenti inchieste coordinate dalle procure di Milano e di Reggio Calabria, che la ‘ndrangheta stia cercando di “avvicinare” anche amministratori del Carroccio. Perché chi governa ha il controllo dei cordoni della borsa, ha il controllo degli appalti e degli affari. E questa è l’unica cosa che interessa la criminalità. Il denaro.

Ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ben sa quale sia la situazione nelle regioni del Nord diventate qualcosa di più che una semplice colonia delle mafie, non ci stà all’accusa dello scrittore.

Ecco la reazione del ministro. ”Mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Saviano – ha detto Maroni – animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”. Il ministro poi ha confermato di aver chiesto al Cda della Rai il diritto di replica. ”Chiedo risposta – ha spiegato il ministro – anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse cosi’ infamanti che devono essere smentite”. Chiedere scusa solo per i leghisti? E gli altri abitanti delle regioni del Nord non contano? Sempre che si debba chiedere scusa di qualcosa.

”Non c’e’ neanche bisogno – ha proseguito Maroni – di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c’e’ qualcosa di vero e siccome non e’ cosi’ voglio poter replicare a quelle stupidaggini”. Lui, ha detto ancora il titolare del Viminale, ”mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: e’ facile lanciare il sasso senza il contraddittorio”. Se l’invito della Rai non arriverà, ha sottolineato, ”sarà dimostrata a tutti che quella e’ una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è  un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo – ha aggiunto – che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta”.

Fa male a Maroni che la questione dell’insediamento stabile della criminalità organizzata, in particolare in Lombardia e nel milanese, venga sdoganata e resa pubblica da Saviano. Anche se Saviano non ha scoperto nulla di nuovo. Lo scrittore infatti ha riportato solo le informazioni delle inchieste giudiziarie in corso e delle inchieste giornalistiche non di oggi ma di anni e anni. Perché della questione se ne parla, ma nel disinteresse (peloso) della televisione. Si sa della penetrazione dei clan negli appalti, nella ristorazione, nella distribuzione da anni. Si sa del controllo del traffico della cocaina e delle estorsioni. Tutto pubblico e conosciuto. Tutto documentato dalle forze dell’ordine, dalla magistratura e dalla Commissione Antimafia. Ma la mafie, o meglio le mafie, al Nord non devono esistere. Non bisogna parlarne. La mafia è roba da terroni. Il Popolo Padano è immune dal richiamo dei soldi.

E quindi fa male che Saviano, con gli ascolti che ha, in prima serata sveli al Paese una realtà abilmente tenuta sotto la linea dell’attenzione. Non è la denuncia, ma la forza del media che preoccupa Maroni.

Perché Maroni sa cosa sta avvenendo. Non può non sapere visto il ruolo che ricopre e le informazioni a cui può accedere. Perché i soldi non puzzano e sono arrivati, da decenni, nel Nord. Perché la ‘ndrangheta gestisce affari leciti e illeciti coinvolgendo e inquinando tutto ciò che incontra. Perché ci sono intere zone del Nord sotto scacco da parte della criminalità. Perché a furia di sottovalutare il fenomeno questo è diventato una realtà enorme e radicata.

Faccia la persona seria, Maroni. La smetta di indignarsi e di fare propaganda. La criminalità organizzata nel nostro Paese e in Europa è diventata un potere di dimensioni incalcolabili a furia di nascondere la testa sotto la sabbia. A furia di indignarsi quando qualcuno ha abbastanza coraggio di dire chiaramente, a tutti e pubblicamente, come stanno le cose, le mafie sono prosperate quasi indisturbate. E con loro un metodo, rodato e efficace, di controllo delle amministrazioni e degli affari. La ‘ndrangheta al Nord c’è, inquina politici di ogni colore, anche della Lega, e gli affari del pezzo ricco di di questo Paese. Si rassegni e si metta a lavorare davvero. Perché una spiegazione quei milioni di leghisti, di cui Maroni si sente portavoce, prima o poi la chiederanno. E non solo loro.

su Gli Italiani

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