Aspettando Fini. Il governo sdoppiato fra Tremonti e Alfano e la narcosi dell'opposizione

di Pietro Orsatti

Il premier Silvio Berlusconi ha rinunciato ad andare alla Conferenza nazionale della famiglia che si apre lunedì a Milano. La notizia non fa sobbalzare nessuno se non gli annoiati commentatori politici che da mesi, in assenza della politica vera, cercano qualsiasi barlume di notizia anche dove la notizia non c’è per giustificare il proprio stipendio. Quindi titoli,  commenti e interviste a tutta pagina.

La notizia (o le notizie) invece c’è, ma quasi nessuno se n’è accorto almeno nella giornata di ieri. Prima di tutto che il ministro Giulio Tremonti ha chiaramente fatto capire che il governo non andrà oltre dicembre, o meglio che a dicembre arriverà per poter approvare la “sua” finanziaria e poi tutti a casa. E ancora, che, dopo aver dato il contentino con la liberalizzazione del Wi-fi in Italia (presunta liberalizzazione, specifichiamo), il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha promesso una bella stretta repressiva. Nei confronti di chi? Delle mafie? Della corruzione? Dei grandi cartelli del narcotraffico? Ma no, ovviamente. Immigrati e prostitute (non tutte, ovviamente, ma solo quelle visibili lungo le strade delle nostre città) sono la grande “sterzata” sicurezza promessa da Maroni. La prostituzione in villa, in resort, in residenza (insomma quella che si fonda su marchette di minimo mille euro) non si vede e non c’è. Come la coca nei party. Quindi non sono un pericolo per la sicurezza. Tutti gli altri “foglio di via” e “espulsioni”.

I litigi in Consiglio dei ministri (per fare un esempio quello Prestigiacomo Tremonti) sono invece solo colore. Fumo. Qualcuno ha ancora dubbi sull’evidente scissione nel governo? Da un lato Tremonti che fa tutto per conto suo e se ne frega altamente delle richieste dei suoi colleghi e rimane comunque intoccabile vista la doppia garanzia della Lega da un lato e di Berlusconi dall’altro. Poi tutto il resto, che si dibatte nel difendere l’indifendibile (l’ossessione giustizia del premier e del suo neo delfino Alfano) e nel cercare qualsiasi occasione per finire davanti alle telecamere per dire… nulla.

Intanto il governatore (leghista) del Veneto ringrazia il governo che si è accorto dopo 4 giorni dell’alluvione che ha messo in ginocchio. Poi a leggere bene le sue parole non è che ringrazi molto. Parla chiaramente di sottovalutazione (di chi, se non del governo e della Protezione civile?) e di abbandono (di chi, se non del governo di cui lui stesso ha fatto parte fino a poco tempo fa?). Zaia è nei guai fino al collo, e con lui tutto il Veneto. Crisi economica, disoccupazione, contrazione dei settori produttivi e anche dell’agroalimentare. Ora questa botta da un miliardo e passa di danni. E questi quattro giorni in cui i suoi amici e alleati di Roma erano troppo impegnati a difendere lo stile “allegro” di vita di Berlusconi per accorgersi che il Veneto era in gran parte sott’acqua. Vallo a spiegare agli elettori, poi.

Non è un gran finale per il sogno berlusconiano quello che si sta scrivendo.

A sinistra si muove poco e niente. La sensazione è che anche l’effetto Vendola sia per ora stato assorbito dalla pastosa narcosi che assale da tempo l’opposizione. Bersani dice che si andrà in piazza. Quando? Dopo la campagna “porta a porta” del Pd. Qualcuno l’ha vista? Aspettiamo e intanto schiacciamo un pisolino.

Oggi inizia la kermesse di Perugia di Fli. Tutti gli occhi sono puntati sul capoluogo umbro. Con paura e speranza. La speranza, ovviamente, è che Fini stacchi la spina. Ma non è così scontato. I sondaggi non sono esaltanti, il salto da fare è davvero enorme. E Gianfranco è uomo sottile e prudente. Certo è che se strappo ci sarà non sarà indolore. Neanche per lui. E neanche per l’opposizione che si troverà a fare i conti con una crisi e elezioni anticipate senza essere assolutamente preparata a correre e soprattutto a vincere. E che probabilmente si troverà costretta a aggrapparsi al primo Montezzemolo di passaggio.

su Gli Italiani

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One comment

  1. IL MISTERO VIOLATO

    La biblica mela, che in maniera subdola e seducente, il serpente demone, offre alla coppia Adamo ed Eva, venendo meno, così, ad un patto verbale stipulato con il loro Creatore, è la metafora inequivocabile dei nostri tempi. Il mondo moderno, è l’ovvio risultato della profanazione del mistero della vita, sulle cui basi ha edificato il suo impero perverso fatto di menzogna, contraffazione, paura e relativismo. Il mistero violato, è paradigma di infedeltà verso l’impianto etico, e di vanesio narcisismo di un Ego corrotto che, nell’incomprensione arbitraria del Disegno Divino e delle attenuanti addotte, degenera, da peccato, in reato grave per alto tradimento. Un peccato dunque imperdonabile che, per la sua unicità e la straordinaria gravità, ha contemplato una pena esemplare e senza sconti. Il bisogno di amore e di amare di Cristo, é certamente di natura divina, logico risultato di una sensibilità sconfinata che, in ogni gesto, in ogni soffio di vento e in ogni parola, poteva cogliere, leggere e interpretare in forma profetica, futuri accadimenti, eventi e catastrofici mutamenti. Io non so se c’è Dio, ma so di certo che Cristo c’é. So della potenza del suo amore e del suo infinito dolore, che a distanza di oltre duemila anni, commuove il mio cuore e rinnova le mie speranze. Gli uomini di questo secolo nefasto, inariditi nell’animo e nello spirito e, ammaliati dalle lusinghe di sirene indolenti, si sono prostrati, al pari di idolatri, al cospetto di un Sistema Bestia, che sotto le sembianze del buon samaritano cela, ad arte, la sua natura mefistofelica. Oggi la scienza arida e opportunista, ha fatto scempio di ogni valore e principio etico, barattandoli e mercificandoli in cambio di illusione e vane promesse e relegando l’umanità, nel crepuscolo di un limbo gelatinoso e svuotando gli uomini da ogni loro oggettiva e arbitraria responsabilità. Abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora, e di nuovo, la metafora profetica ritorna, come uno spettro, ad oscurare l’orizzonte del nostro futuro.

    Gianni Tirelli

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