Adro. Quel povero sindaco tutto solo che teme di pagare il conto del suo protagonismo

Oscar Lancini, il sindaco più famoso d’Italia non per la sua efficienza e buona gestione ma per aver deciso di dare vita a una sua personalissima campagna di educazione padana in quel di Adro, non ci stà. Lui vuole il sole delle alpi stampato anche sui pannolini dei neonati al nido, vuole crescre la prole padanissima a braciole, salsicce e sanguinaccio, e chi non ha da pagare la mensa che digiuni, negher e sfaticati comunisti che non siete altro. Oggi la decisione del Consiglio di istituto della scuola intitolata al teorico leghista Miglio di rimuovere la bulimica pioggia di simboli che ricopre l’edificio scolastico, come chiesto dal ministero e dalla decenza. Ma lui, il prode Lancini che non è un  razzista ma si comporta come un buon imitatore di un razzista, non ci sta. “Quella decisione è illegittima.
  Il Consiglio d’istituto può deliberare quel che vuole, ma non può rimuovere alcunché”. Questo il suo commento a caldo in merito alla decisione presa nella notte dal consiglio d’istituto di ripulire il plesso scolastico dai soli delle Alpi. “Il preside venerdì scorso aveva già ricevuto la mia diffida – continua il primo cittadino intenzionato a procedere per vie legali -. Il dirigente scolastico in quanto consegnatario degli arredi è tenuto a custodirli, non può decidere arbitrariamente di qualcosa che è di proprietà del Comune”.

Ormai Lancini sa di aver fatto una colossale minchiata con quell’arredo. L’ultima minchiata dopo le tante che ha collezionato da quando è alla guida del paesone. Un paesone che sotto la sua illuminata guida si è trasformato nell’icona del peggior sentimento xenofobo espresso della destra della destra  secessionista. Lancini ha trasformato la Lega in macchietta, i leghisti in un apparente accozzaglia delle peggiori pulsioni. E ora ha speso un sacco di soldi per tutti quei soli delle alpi stampati su tetti, banchi, zerbini e quadratini di padanissima carta igienica e ora dovrebbe pagarne pure la rimozione. Li ha pagati con i soldi pubblici, ovviamente, non suoi. Ma quello che teme è dover rispondere di tutto quel denaro buttato al vento per una sua balzana campagna mediatico pubblicitaria che gli si sta rivoltando contro. E allora, da nuovo furbetto italianissimo e non padano e virtuoso come pretende di essere descritto, vuole che la rimozione la paghi il governo, la Gelmini, ma non lui (o meglio il suo Comune). E allora non ci sta.

E allora ci viene da dare un consiglio a quel povero consiglio di istituto, a quel provveditorato, a quel ministero e perfino a quel partito (la Lega) che hanno dovuto sopportare le manie di protagonismo di questo sindaco improvvisato. Ignoratolo a Lancini. E fate quello che dovete fare. Ripristinate decenza e legalità a Adro.

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