Cazzeggio o minaccia?

di Pietro Orsatti

Ci sono due possibilità. O il presidente di Confindustria è stata assalita dalla paranoia e ai magistrati ha raccontato solo un suo eccessivo timore per qualche battuta di troppo del vicedirettore de Il Giornale a un suo stretto collaboratore, oppure quelle “battute” battute non erano. E le battute, comunque, esistono. E sono lì, in intercettazioni e sms. Che sembrano raccontare una vicenda che poco ha a che fare con il giornalismo e molto, invece,  con una minaccia.

Non vogliamo entrare nel merito del dossier, vero e o solo millantato o scherzosamente sventolato, su questioni inerenti alle attività delle aziende della Marcegaglia. Quello che è certo è che la Marcegaglia si è sentita minacciata. Talmente tanto minacciata da dover sentire un uomo di peso della galassia Berlusconiana come Confalonieri, che si scopre che qualche timore l’ha avuto anche lui visto che con Il Giornale il discorso l’ha affrontato.

La difesa de Il Giornale, dovuta e puntuale, è comunque un po’ goffa anche se gridata. “Le frasi che avete letto erano chiaramente scherzose” . A dirlo è Nicola Porro, videdirettore del Giornale indagato anche lui nell’ambito di un’inchiesta su queste presunte minacce nei confronti della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, riferendosi proprio alle intercettazioni telefoniche di sue ripetute chiamate a Rinaldo Arpisella, assistente della numero uno di viale dell’Astronomia. “Era solo cazzeggio”. Porro è considerato una colomba. Feltri e Sallusti i falchi. Ma in questa vicenda anche quel “cazzeggio” ha pesato, eccome. Un cazzeggio che ha fatto smuovere mari e monti per rassicurare il vertice di Confindustria. Un cazzeggio pesante.

La Marcegaglia di temere una campagna stampa da parte dei giornali legati al premier e alla sua famiglia ne aveva tutte le ragioni. Quando è arrivato lo scherzoso avviso al suo collaboratore il Giornale era impegnato a sbattere in prima pagina, giorno dopo giorno, ogni piega delle mutande di Gianfranco Fini. Non una roba da poco. Chi non si sarebbe preoccupato?

D’altra parte vedere la polizia intenta alle perquisizioni in una redazione di un giornale è una cosa che ci allarma e preoccupa. Che non è degna di una democrazia sana. Ma il dubbio che abbiamo noi è che cosa ha a che fare questo presunto cazzeggio con la democrazia e la libertà di stampa? La cosa che allarma, e che dovrebbe allarmare Porro, è che, se per davvero quelle frasi dette e scritte da lui erano solo delle battute, perché l’attività di questi mesi de Il Giornale ha  provocato una reazione così esasperata da parte da Emma Marcegaglia? Se il giornale per cui si lavora viene percepito come foglio di distribuzione di dossieraggi vari su ogni voce critica nei confronti del premier dovrebbe far riflettere, e non poco, un giornalista serio come il vicedirettore di quella testata.

su Gli Italiani

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