Grillo, Montecarlo e la crisi nel Pd. E l’informazione si scorda Reggio Calabria

Sorvoliamo sull’appassionante dibattito (e giallo di mezza stagione) sull’appartamentino di cinquanta metri quadrati a Montecarlo. Sorvoliamo sui paradisi fiscali caraibici e gli spioni di mezzo mondo in vacanza a Santa Lucia intenti a sorbire mojito e a cercare prove di compravendite di monolocali (e non di denaro riciclato dalle mafie o di resti di corruzione e traffici di armi e droga). Sorvoliamo sull’assurdo di un Paese inchiodato da una guerra personale fra due ex alleati.

E parliamo di quello che si muove nel resto della politica italiana. Cominciando dalla cosiddetta antipolitica grillina. Voce di una ragazza. “Si, Grillo è un buon leader”. E poi un’altra domanda sempre alla stessa fan dell’attore genovese. Ma non siete contro i leader? “Si, sono contro tutti i leader”.  Nessuno nota la contraddizione, meno che mai la giovane intervistata. “Siamo contro la politica”. Ma il movimento fa politica, eccome. Altra contraddizione. A Woodstock con piadina va in scena l’apoteosi del movimento. Dove si ascolta musica e fra un concerto e l’altro il leader (che dice di non essere un leader anche se nel simbolo del partito c’è perfino il suo nome) arringa la folla. Mischiando messaggi ai partiti (non fa politica!) come quando annuncia che correrà da solo senza alleanze (speculare al Casini del 2008) e gravi imprecisioni come sulla questione del nucleare che secondo lui noi ci nsorbiremo non per un accordo commerciale intessuto dalla neo multinazionale Enel ma a causa di cambiali firmate con la Francia sul nostro debito pubblico, spostando di fatto l’attenzione da un’azienda con una precisa politica industriale e soprattutto finanziaria e riducendo tutto a un ricatto politico fra Stati. Niente male per uno che parla di politiche energetiche. Ma questa è solo una delle tante semplificazioni e contraddizioni. Ma gli si perdona quasi tutto. Dopo tutto è un comico. O no? A Cesena però ci sono i “ggiovani”, tanti, soprattutto del nord. È un dato che fa pensare. Che deve far pensare.

Ma c’è chi non pensa, chi non raccoglie. Il centrosinistra è sulla difensiva. Il Pd è infilato nel pantano del vecchio scontro fra D’Alema e Veltroni riproposto in chiave masochistica e non riesce a guardare oltre alla propria pancia. Vendola qualcosa cerca di fare, ma si trova purtroppo sempre più schiacciato in un dibattito che nulla ha che fare con la sua “narrazione” e ha sempre più la connotazione di uno scontro interno a quello che non è neanche il suo partito. Lui si sente di sinistra, ma la sinistra (forse anche quella che racconta) non c’è più. Che la sinistra sia lui e non il Pd ormai viene dato per assodato anche dai commentatori più attenti.

Intanto a Reggio Calabria, dove si spara, si minaccia e si uccide, quarantamila persone sono andate in piazza a volto scoperto per dire no alla ‘ndrangheta. Nei notiziari, e sui giornali, una notizia da dare in coda, di taglio basso. Anche se è stata una manifestazione epocale, profondamente politica. Questa si. Non indetta da qualche movimento ma da un giornale, il Quotidiano della Calabria, del gruppo del Sole 24 Ore, ovvero di proprietà della Confindustria. E nessuno, neanche qui, ha capito quanto sia stato importante questo segnale. Con le imprese che decidono di dire no alle mafie, al pizzo, al sottosviluppo e al ricatto. Delle mafie e della politica, che purtroppo spesso coincidono da quelle parti.

Fa più notizia la demagogia di Grillo e i finti casi sui mini appartamenti a Montecarlo. Fa perfino più notizia lo scazzo interno al Pd. E il circo, non della politica ma dell’informazione, fa come al solito una pessima figura.

www.gliitaliani.it

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38 pensieri riguardo “Grillo, Montecarlo e la crisi nel Pd. E l’informazione si scorda Reggio Calabria

  1. COME MAI ALLORA ANCHE LEI INIZIA TITOLANDO ” GRILLO, MONTECARLO….. ” ?

    POI SCRIVE CIRCA 40 RIGHE : LE PRIME 30 SU GRILLO E MONTECARLO E SOLO LE ULTIME 10 SULLA DIMENTICATA REGGIO CALABRIA ?

    MA LA PAGA QUALCUNO PER BUTTARE MERDA SU GRILLO ?

    VISTO CHE I POLITICI IN ITALIA LI ABBIAMO PROVATI TUTTI, E DA QUANDO SONO NATO NON è CAMBIATO MOLTO , DIAMO UNA CHANCE ANCHE A LUI. SICURAMENTE NON ABBIAMO NIENTE DA PERDERE (O FORSE LEI Sì ? )

    1. E’ interessante questo meccanismo che scatta immediatamente ai fan di Grillo appena percepiscono che qualcuno non scrive di lui osannandolo. Il meccanismo della svuotamento della ragione, e quindi anche della comprensione della lingua italiana.
      Poi scatta l’insulto, l’insinuazione… “Come? Qualcuno attacca San Beppe da Camogli????? Chi è costui? In quale libro paga, con quale orrido intento?”.
      Ma per favore…. datevi una calmata e cominciate a “pensare” e a “dialogare” anche con chi non la pensa come voi, con chi ha idee (una roba strana delle autonome opinioni per chi sposa sempre le opinioni di un altro) diverse da voi (o da lui?).
      Primo, non mi paga assolutamente nessuno e non ho niente da perdere. Ho delle idee, le scrivo, a volte me le pubblicano, altre volte no. Lei (tu?) avete (hai?) una percezione del mondo molto semplificata. Dove si esiste solo se si è gruppo, branco, con un capo o un guru o un vate.
      p.s. (e mi sono tenuto. A proposito qualche domandina a Grillo sulla mancata citazione dal palco di Enel, Fiat, Federmeccanica etc etc qualcuno di voi le fa?)

      1. a proposito di Reggio Calabria. Io ne scrivo e ne parlo. Da anni. Lei? L’articolo parlava delle distorsioni dell’informazione, non di Grillo. Leggere, rileggere, farsi un’idea autonoma… lo so è faticoso, ma a volte è utile…

  2. Orsatti,

    può cortesemente pubblicare il link all’intervista videofilmata integrale della quale parla?

    Va da sé, che se avessero intervistato me, che pure ero lì, avrei dato tutt’altre risposte.

    Le farei poi notare che in nessun modo la politica industriale di Enel è in contraddizione con la questione sollevata da Grillo. E le farei notare che c’è differenza tra un leader spirituale ed un leader che delibera e decide. Lei sa come si sviluppa il dibattito all’interno del M5S, che nasce da e prosegue il lavoro dei meetup? Era presente all’assemblea che si svolgeva contemporaneamente ai concerti dove esponenti del M5S dialogavano sul da farsi e sul come farlo nell’ambito di tante e variegate problematiche che affliggono il nostro paese?

    No, non c’era.

    1. 8 e 30 di lunedì scorso, credo che ci sia la puntata integrale sul site de la7… sorvoliamo sui processi democratici (quelli veri e non quelli “unanimi” che sono un’altra cosa), però mi sembra di ricordare qualcosina su recenti dichiarazioni (credo non concordate con la base e neanche con gli “esponenti”) sul presentarsi alle politiche…. e poi…

      posso rabbrividire quando leggo “leader spirituale”?

  3. Sig. Orsatti,
    con tutto il rispetto, non confonda il concetto di osannare Beppe Grillo con quello di voler ristabilire la verita’. Francamente le persone del MoVimento sono un po’ stufe di scegliere se essere oscurete o denigrate del tutto. Se lei è un giornalista serio parli dei programmi, delle idee e dei fatto concreti. Parli delle 5 stelle, di rifiuti zero, di connettivita’ , di Vedelago e di Camigliano. Dimostri di non fare un semplice copia-incolla di tutte le banalita’ di cui la DISinformazione di regime ha gia’ fatto man bassa. GRAZIE.
    (ps. lei conosce la storia di Camigliano VERO???, e di Vedelago …naturalmente)

    1. Interessante. Chi esprime idee discordanti dal “leader spirituale” è un denigratore. Quando parlerete di vilipendio al sacro riccio?
      scherzo, ovviamente
      Parla di informazione seria e disinformazione. Qui sopra ho appena risposto a un altro appartenente al suo movimento sulla “disinformazione” propinata in diretta televisiva dal palco di Cesena per quando riguarda un argomentino da nulla come il nucleare. Rifletta, prima di esprimere giudizi. Io l’ho fatto. Sapendo che avrei fatto incavolare un po’ di gente con le mie autonome e sacrosante idee.
      Forse un giorno sarete costretti anche voi a cominciare a confrontarvi con chi non vuole un leader spirituale e pone dei sacrosanti dubbi. Senza pensare, come fa lei e anche il suo amico qui sotto, che visto che esprimo dubbi e giudizi (si rilegga l’articolo 21 della Costituzione) devo essere per forza a libro paga di qualcuno. Non funziona così. Lei mi cita Camigliano e Vedelago. Permette un sorriso? Io, e tanti altri come me, scrivevamo e parlavamo di quel tipo di modello quando ancora era impensabile un’esperienza del genere. Non un paio di anni fa, ma quando di emrgenza rifiuti e ecomafie non ne parlava nessuno in questo Paese.

  4. Rabbrividisca pure, non è un problema mio. Solo che è ben poco rilevante, il suo rabbrividimento, se mi consente.

    In ogni processo aggregativo umano emerge la figura di un leader, è nella biologia e struttura sociale atavica della nostra specie.

    Ma c’è leader e leader. Grillo scriveva sul blog quando io lo conoscevo soltanto per la pubblicità dello yogurt ormai passata da anni. Incappai nel suo blog e pensai “cavolo, questo qui la pensa come me”. Solo che Grillo quando le cose le dice, ti fa anche sorridere. La risata bissa il concetto ed invita a divulgarlo.

    Grillo è un megafono, di se stesso e di chi gli sta intorno. Assorbe, moltiplica e dirama. Lo sa fare e gli piace farlo. Certamente, qualche volta iperbolizza, ma le menti sveglie, come ho la presunzione di pensare sia la mia, non si fanno intontire da questo meccanismo e sanno andare al succo del discorso.

    Grillo ha detto che ognuno deve essere leader di se stesso, lei contraddice questo pensiero? Se fa un giro per i meetup, troverà un’altissima percentuale di azioni e pensieri critici in senso positivo, e sì, a volte si mettono in discussione anche scelte dello stesso Grillo.

    Non tutto è perfetto e “dal basso” qualche rimostranza a Grillo la si fa, ma Grillo NON è il MoVimento, e per rendersene conto basta davvero leggere ciò che si scrive nei luoghi adibiti (guardi il forum del meetup di Napoli, per esempio) ed essere presenti alle varie assemblee.

    Non mi ha risposto sulla questione Enel vs Francia. Ne deduco che concorda con me?

    1. La politica industriale di Enel si basa solo un principio, il profitto, e non certo l’efficenza energetica. Se lei si informasse sul serio sui contratti fra Edef e Enel sul nucleare italiano, e sulle partecipazioni Enel nella costruzione e gestione di centrali nucleari forse capirebbe che quella detta dal palco da Grillo (seguivo la diretta) è una distorsione fenomenale. Qui non si tratta dell’Italia che sarebbe in mano alla Francia a causa del debito pubblico italiano, come ha detto Grillo. Qui si tratta di ben altro. Di due multinazionali, Edef e Enel, in società fra loro sulle strategie di riciclo di “vecchio nucleare come nuovo” che, in crisi, decidono di fare un piano industriale speculativo ben preciso e lo impongono a due governi. E i due governi, molto sensibili al “movimento soldi” si prestano. Con la sua dichiarazione Grillo ha fatto capire tutt’altro. E infatti lei dice che “in nessun modo la politica industriale di Enel è in contraddizione con la questione sollevata da Grillo”. Davvero? ha capito cosa le ho appena descritto, la differenza fra la versione “assolutoria” e quella “dei pezzi di carta”? I pezzi di carta sono, ovviamente, i contratti fra Edef e Enel, ma questo per Grillo sono solo ovviamente dei dettagli.
      Vogliamo parlare di cose serie? Parliamone. Ma non a slogan e a semplificazioni. Ma su dati di fatto.

      se Grillo non è il movimento perché c’è il suo nome sul simbolo? E ancora. Perché dal palco ha praticamente parlato solo lui? (quanti sono stati gli interventi di Grillo, 6, 7, 8?).

  5. Sig. Orsatti, lei mi sorprende.

    Che ci sia del profitto dietro, ullallà, che novità. Questo, ancora domando, come CONTRADDICE che ci sia anche dell’altro? Si può fare profitto anche con le rinnovabili, si può farlo con la raccolta differenziata, si può farlo in tanti altri modi ecologici e sostenibili. Ma il nucleare, lei dovrebbe saperlo ben prima di me, è roba prima di tutto militare, e poi civile. Nel nucleare c’entrano interessi geopolitici prima ancora che meramente economici. E mi meraviglio che debba essere io a ribadirlo, in questa sede.

    Per il resto, lei fa domande alle quali è stata data risposta millemila volte dallo stesso Grillo. E’ tutto in rete.

    Il nome di Grillo c’è perché se non ci fosse non ne parlerebbe nessuno. Serve a dare pubblicità, visibilità. Lo stesso Grillo ha detto che il suo nome da lì sparirà.

    Dal palco non ha parlato solo lui, hanno parlato Carla Poli, Patrizia Gentilini, Marco Travaglio, l’ex sindaco di Londra, la parlamentare islandese di cui non ricordo il nome, Dario Fo, ed una serie di altre persone la cui lista può tranquillamente recuperare da sé.

    Piuttosto, le domando io: perché è lei che parla solo di Grillo, anziché parlare di tutti gli altri che sono intervenuti? Come le ha chiesto Stefania Verusio pocanzi, perché non parla di Vedelago, tanto per fare un nome?

    Ma lei a Woodstock c’è stato, od almeno lo ha visto in TV? Sorge il sospetto di no.

  6. Orsatti, guardi che il giorno da lei auspicato è qui ed ora. Ci stiamo confrontando, se non se ne fosse accorto. Mi aspetto che lei risponda al mio ultimo post, così il confronto può continuare.

    Non è che lei è un tantinello, come dire, “prevenuto”?

    1. Non prevenuto. Ho dei dubbi, alcuni mi sono stati confermati.
      Non ho seguito tutto, ma l’ho seguito in tv… non cito gli altri (ospiti e non promotori… le ricordo che anche Schifani era solo un ospite e non un promotore della festa del Pd a Torino) perché non mi sembra che il loro nome sia nel simbolo del movimento… lei dice che Grillo ha promesso che lo toglierà… perché non ora?
      Anche lei parla di Camigliano e di Vedelago, io le parlo invece di San Cipriano D’Aversa, Somma Vesuviana, Casale, Fondi, Cetraro, Trisaia, Capo Spartivento, Pitelli etc etc… lei dirà perché. Semplice, perché io ne parlo da 15 anni, e quelle esperienze le conosco e so da quale percorso di lotte e di popolo siano arrivate. Senza un padre spirituale a dettare la linea

  7. Sì il meccanismo è davvero curioso : Grillo è per lo più censurato dalla televisione ma anche dai giornali che crecano di ignorarlo altro che osannarlo (secondo la logica del: se non sei in tv o sui giornali non esisti).
    Nessuno la sta insultando e se non volessi un dialogo non farei domande, ma affermazioni come lei, tipo: ” Lei ha una percezione del mondo semplificata… dove si esiste solo se è branco… “. Dal branco ho imparato a fuggire dai tempi del liceo quando gruppi di Comunione e Liberazione cercavano di indottrinarmi.
    Quanto alla Calbria non ne so molto: uno tanti posti semi-abbndonati dallo Stato ? Per farsi un idea di qualsiasi cosa bisognerebbe leggere qualcosa di qualcuno che fotografi/ ritragga la realtà (anche dando il proprio punto di vista) cosa rara sulla carta stampata o in TV, un po’ meno sul web. L’accesso alla vera informazione è un lusso per pochi che hanno la voglia, il tempo e la passione di ricercarla mentre dovrebbe essere un diritto fondamentale (esempio: se mio figlio muore a Nassirya in missione di pace non ho diritto di sapere che proprio davanti alla caserma c’è casualmente un impianto dell’ Eni ? o bisogna per forza aspettare che fra 20 o 30 anni un Lucarrelli o una Gabnnelli ci raccontino (o insinuino ) come è andata ?
    Addio.

    1. Della Calabria dovrebbe saperne molto di più, anche perché la ‘ndrangheta è la più grande azienda italiana e la più potente lobby economica e politica del nostro paese. E ormai “la Calabria” è l’intero Paese (si informi quante ‘ndrine sono state censite e dove operano).
      Non si stupisca se le ho risposto duramente. La prima cosa che ha fatto intervenendo qui, le ricordo, è stato insinuare che io fossi uno a libro paga di chissà quale lobby per denigrare Grillo

  8. Mi faccia Capire, che non ci sto riuscendo bene. Lei dice che Grillo non parla di cose di cui lei parla da 15 anni, e parimenti afferma che lei non parla di cose di cui Grillo invece parla.

    Ho capito bene? E’ tutto qui?

    Ed allora, io le suggerisco: si legga il blog di Grillo. Ha parlato di pressoché tutto ciò di cui lei dice di parlare da 15 anni, e se di qualcosa non ha parlato, sia clemente, con un post al giorno sul blog non si può parlare di tutto lo scibile umano. Grillo sarà pure un leader spirituale, ma dio onnipotente ancora non c’è diventato.

    Visto che si concentra ancora sulla questione del nome, la risposta è presto data: perché ORA evidentemente è presto.

    Poi la distinzione promotori/invitati… sinceramente mi sembra una questione di lana caprina. Schifani al PD è stato invitato come “parte altra”, quelli invitati al Woodstock invece sono “parte integrante” del sistema che si sta costruendo.

    1. aiuto… devo fare dei disegnini?
      allora. Grillo parla di energia e rifiuti, io scrivo di energia e rifiuti. Questo significa che lo ascolto e che so di che cosa parla molto bene. E quindi ho anche degli strumenti in più per poter valutare le sue affermazioni. Ho visto che non ha capito, ad esempio, i distinguo che le ho proposto sulla questione enel e edef, e me ne dispiace. La invito a informarsi (c’è molta letteratura anche fuori dal blog di grillo e luoghi limitrofi). Perché la questione che ponevo non era di lana caprina, ma sostanziale. Perché qui si parla di finanza che governa la politica. Lei lo capisce questo concetto? Lo rtipeto. Finanza che governa (ovvero da gli ordini) alla politica. Neanche industria. Finanza. Lo capisce? E la butto lì, così, quasi casualmente. Lei sa quali spettacoli tatrali e iniziative culturali ha sposorizzato l’Enel negli ultimi 10 anni e quali fossero i partecipanti? No? Si informi. Poi ne riparliamo.
      Non si preoccupi che il blog di grillo e tutto ciò che ruota attorno al blog di grillo lo seguo molto attentamente e da molto tempo, ben prima dei vday e della discesa in campo sua e del movimento

  9. Purtroppo sulla ‘ndrangheta sono informato, ma spero che presto ci informino di quello che lo Stato fa per la Calabria in modo che prima o poi essere informati sulla Calabria non voglia dire necessariamente essere informati sulla “mafia”.

  10. Orsatti, sì, la prego, faccia il disegnino. Poi lo faccio anche io, ché magari con i geroglifici ci si capisce meglio.

    Come dicevo pocanzi, Grillo ha il pregio di saper far ridere. Grillo.

    Seriamente parlando, io ho capito cosa dice lei, è lei che non ha capito cosa dico io, nè cosa dice Grillo. La finanzana governa la politica? Scoop del secolo, se non me l’avesse detto lei non ci avrei mai pensato. Grillo pure questo dice, ma lei evidentemente se l’è perso, tra una pubblicità e l’altra.

    Di nuovo, le domando: spiega in che modo questo contraddice ciò che Grillo ha detto e che lei gli ha contestato?

    Quanti inutili bla bla bla… reclama il confronto, ed alla fine si attorciglia sull’autoreferenzialità.

    Se lei queste cose le dice da 15 anni, si domandi perché sta ancora qui a dirle e non è lei al posto di Grillo. Forse la radice del male sta lì.

    Buona serata.

  11. La disinformazione oramai è cosa ben tollerata nel nostro paese, così capita che uno, che di un fenomeno di massa non ha capito niente, ne scriva, e che basandosi, semmai, su due chiacchiere fatte con una ragazza, con un grossolano tagli e cuci, ne tragga fuori le “contraddizioni” del movimento. E che poi, per non smentire il taglio approssimato e populista dell’articolo, confonda l’uomo con la professione, affermando che un comico debba essere un buffone, uno che fa ridere.
    Ma qui da ridere c’è davvero poco.
    Capita, come capitò all’asino che disse al cavallo hai le orecchie lunghe, che uno molto poppulista e approssimato accusi l’altro di populismo e di approssimazione…
    E allora che gli “osservatori” osservino e che i “commentatori” commentino solo quando hanno tratto dall’osservazione materia sufficiente a dire e che l’uomo che non sa che dire taccia.

    1. Disinformazione. Bel termine. Nasce dalla necessità di “far tacere”.
      Taglia e cuci grossolano…. o no… intervista su la7 (quella citata) senza nessun taglia e cuci. Due domande, due risposte.
      Le contraddizioni non sono nel movimento, ma nei contenuti che vengono fatti emergere all’esterno dal movimento stesso. Sono palesi. Addirittura rivendicate, anche se poi negate.
      Grillo è il leader di un movimento politico. Si o no? Non un leader spirituale (ussignur il termine “leader spirituale” da qualcuno utilizzato ancora mi fa laicamente rabbrividire), ma un leader e basta. Giusto? Senza Grillo il movimento esisterebbe? Senza l’organizzazione messa in piedi da grillo e dalla sua rodatissima macchina mediatica si sarebbe riusciti a mettere in peidi la manifestazione di Cesena? La campagna elettorale? La rete? Senza Grillo nel simbolo si sarebbe avuto lo stesso risultato alle scorse amministrative? Senza Grillo si accederebbe ai media, ai giornali, alle televisioni (anche se bistrattati come tutti quanti non siano alienati al potere dominante del berlusconismo)?
      Bene. Basta ipocrisie. Il movimento è nato da Grillo e a Grillo deve tutto, soprattutto sul piano informativo e organizzativo.
      Dice che non ho abbastanza informazioni per farmi un’opinione e quindi dovrei tacere. Complimenti, un grande esempio di democrazia…

  12. Giusto per precisare, nel logo del MoVimento 5 Stelle non si legge il nome del “leader”, ma il link di uno dei blog più letto al mondo, e direi che la differenza c’è (e si vede!).
    Leggo, inoltre, qualche altra confusa idea su questa manifestazione e di conseguenza su questo movimento, già fatta notare dalle persone che hanno scritto prima di me.
    Per il resto sono d’accordissimo con la Sua frase di chiusura: “E il circo, non della politica ma dell’informazione, fa come al solito una pessima figura.”

    1. L’informazione la fa anche chi sceglie cosa e come leggere. E infatti non ha capito di cosa parlava l’articolo fermandosi al paragrafo che riguarda grillo.
      p.s. come si chiama il blog che citava? Ha lo stesso nome per caso del “gestore” del palco?

  13. No, non è un leader e basta. Anche se “leader spirituale” la fa rabbrividire. Trovi lei un termine più appropriato, se crede, personalmente non ho l’esigenza di incasellare il ruolo di Grillo. Fondamentalmente, e qui sta il paradosso, quest’esigenza la sente di più proprio chi accusa il MoVimento d’essere una mera proiezione di Grillo. Si incorre nell’errore di voler dimostrare una propria teoria dandola per corretta prima ancora d’averla dimostrata.

    Ribadisco, Grillo è leader nell’accezione da me data su. Alla fine importa capirsi, o così dovrebbe essere.

    No, senza Grillo non si avrebbero avuti gli stessi risultati, e nessuno lo ha mai negato. Questo come inficia il risultato?

    Orsatti, guardi che lei non si pone interrogativi originali: i primi a porceli siamo proprio noi! Solo che mentre ce li poniamo, continuiamo a portare avanti le battaglie.

    Lei ha o non ha interesse che questo paese trovi una nuova via? Parla o non parla delle stesse cose di cui parla il M5S? Se la risposta a queste due domande è sì, di che stiamo parlando? Della Calabria? Se voleva parlare della Calabria, che senso ha l’escursus poco fondato sul M5S, giusto per dire che si parla di cazzate anziché parlare dei problemi veri?

    Se così è, mi perdoni, ma nuovamente pecca di originalità: ne ho lette tante di persone che avevano la presunzione di affermare che i loro problemi erano più importanti di quelli di cui parla la maggioranza della gente.

    La invito a farsi un giro per i meetup, ad informarsi sui chi siano gli “amici di Pino Masciari”, su cosa si dica e cosa si faccia nei meetup contro le mafie.

    Sa che a Napoli, il meetup locale, nel 2008 ha realizzato una manifestazione intitolata “io sono saviano, contro tutte le mafie” in contemporanea in 6 città diverse? Sa che nel meetup di Torino si è organizzata una scorta civica a Pino Masciari, imprenditore calabrese a lei sicuramente noto?

    Grillo non ne parla come lei vorrebbe negli spettacoli? E’ questo il problema? Ed allora, chi è che vede in Grillo il leader indiscusso, lei, o chi nel m5s ci sta?

    Domanda retorica.

  14. “Che l’uomo che non sa che dire taccia” voleva essere solo un suggerimento, una preghiera(laica), che nulla ha a che vedere con l’atto democratico del “prendere” la parola, che nessuno, a nessuno, se non il buon senso, può togliere.
    E sottolineo, non ho detto “non sa”, ma che “non sa che dire”, dato che non posso in verità contestare quello che Lei sa, ma “solo” quello che ha “saputo dire”.

  15. Ciao Pietro, sinceramente questo articolo mi lascia un pò perplessa.I motivi sono principalemnte questi:
    -ho trovato l’articolo alquanto superficiale nel commentare le giornate a Cesena,le imprecisioni che ho riscontrato offendono la tua professionalità, che ho sempre stimato;
    -sono stata a Cesena e non mi reputo nè una fan di Grillo,nè una alla quale occorrono leader,nè tantomeno una che odia la politica.Io amo la politica,ma amo la politica fatta con le mani pulite.
    Ti ha sempre contraddistinto l’andare ad approfondire i temi trattati e sinceramente da parte tua mi aspettavo che lo facessi anche in questo caso.cosa realmente è stato Woodstock?Avresti potuto scoprire che non è stato solo esclusivamente un ascoltare musica e fra un concerto e l’altro un’arringare la folla da parte del leader(chiedi quanti interventi ha fatto Grillo dal palco,sinceramente non saprei risponderti,ero impegnata a fare altro);ma bensì un confronatarsi tra di noi semplici umani su temi come l’economia,l’energia,la finanza etica,rifiuti zero ecc.Avresti potuto scoprire come in vari punti e stand sono state improvvisate discussioni su questi temi e come è stato fantastico il confronto che ne è nato grazie alla condivisione delle proprie esperienze da parte di persone provenienti da regioni diverse.Avresti potuto scoprire che sono state 2 giornate di aggregazione tra persone magari che si conoscevano solo tramite la rete con un unico punto in comune:inventarsi una politica sana lavorando assieme e facendo andare avanti le idee.Avresti potuto scoprire che non c’erano solo ggiovani ma anche tante famiglie e persone di una certa età,provenienti da tutta Italia.Ecco mi sarei aspettata che avessi parlato anche di questo,e che poi avessi tratto le tue conclusioni positive o negative,non importa.A ognuno è data libertà di condividere o meno,ci mancherebbe.E’ come dire ‘io odio la politica’ e ‘Io odio la politica sporca’,la mancanza di un aggettivo varia il concetto dell’affermazione.
    Ti domandi come mai il suo nome sul simbolo?L’ha spiegato diverse volte,anche giovedì scorso ad annozero:per dare visibilità a noi cittadini.Come sono nati gli amici di Pino Masciari di Torino?Tu conosci molto bene Pino e sai che è stato Grillo a parlarne a noi….gli ha dato la visibilità.Come sai benissimo che dal momento che non ha pubblicato nulla sul suo blog di Pino,questo non ha impedito agli amici di Pino di continuare a stargli vicino.Come vedi non è il leader,ma solo esclusivamente qualcuno che ti prepara i ferri e la lana e poi ti dice:puoi creare una maglia,lunga larga stretta come vuoi tu,puoi anche cambiare lana.Spero che il concetto sia arrivato a destinazione : il movimento non è Grillo,il movimento è chi costruisce la maglia.La maglia può piacere,come no;possono essere sbagliate le misure come no,ma almeno si sta cercando di tesserla,con tutte le difficoltà e i possibili errori.Non si è sarti di professione.
    Mi dispiace la poca visibilità che si è data alla manifestazione di Reggio Calabria,ma la causa non è certo la visibilità che si è data a Woodstock ad oscurare la notizia,ma la cattiva informazione.Anche della manifestazione in Via D’Amelio del 19 luglio non ne hanno parlato in moltissimi.è l’informazione che vacilla.
    Posso farti una domanda?in occasione di quel pranzo a Roma del 25 settembre 2009(in presenza di Pino),tu affermasti che avevi dato ”un aiuto mediatico” a Luigi De Magistris per far conoscere la sua candidatura al Parlamento Europeo(correggimi se sbaglio),saresti così gentile da espormi la tua opinione sulla posizione presa da parte di Grillo nei confronti di De Magistris? Sappiamo entrambi che il non allearsi con nessuno e il correre da soli è una chiara risposta alle proposte fatte da De Magistris di unire le forze.

    Grazie

    Antonella

    1. Era volutamente superficiale, infatti il centro dell’articolo non era Grillo, ma che i media si erano attaccati perfino a Grillo pur di non parlare (se non in taglio bassissimo) di quello che era successo a Reggio. E sapevo, scrivendo, che si sarebbe scatenato probabilmente un po’ di casino proprio perché avevo “sfiorato” Grillo e che per molti il senso del pezzo sarebbe scivolato in secondo piano.

  16. “i media si erano attaccati perfino a Grillo pur di non parlare (se non in taglio bassissimo) di quello che era successo a Reggio”

    Be’, che dire, non credo ci sia molto da aggiungere. Ser per lei parlare di Grillo e del M5S è sintomo di un “attaccamento” a fini di censura di altri eventi che lei reputa più importanti, è autoevidente il suo preconcetto e presunzione, nonché poca serietà.

    La rete è trasparente. Chiedeva un confronto, lo ha avuto, e ne è uscito sconfitto. Succede.

    1. Caro Fabio,
      ma si legge? Si rende conto di quello che dice, di come appare “settario” (ovvero appartenente a setta come da dizionario), autoreferenziale, vagamente paranoico (appena qualcuno non la pensa come lei o meglio non osanna adeguatamente il su vate). Credo che il problema più grave del movimento sia proprio questo delirio di autoreferenza collettiva e di paranoia difensiva che vi ha assalito. Confronto è una cosa ben diversa da quello che crede lei. Confrontarsi significa capire che altri abbiano altre scale di valori, priorità, idee. E che possano essere critici.
      Poi la smetta con “l’nsultino sotto traccia” da bambinone offeso…
      Sconfitto? Moi? Era una guerra, una disputa, una partita a briscola? Quando ci si prende troppo sul serio si rischia di diventare ridicoli

  17. Suvvia, Orsatti, è tutto qui, nero su bianco. Mi dà dell’autoreferenziale dopo che io l’ho detto di lei? Settario, dopo che lei dice che parlare del M5S serve solo a non parlare di Reggio Calabria? Ma si rilegga lei, per cortesia.

    La facevo una persona onesta, ed invece pecca di una enorme disonestà intellettuale. Ma quale bambinone offeso, mi son soltanto permesso di mettere in evidenza le sue contraddizioni, a beneficio di chi legge s’intenda, non certo suo.

    1. Bah, nero su bianco vedo solo i suoi automatismi, il mondo ristretto della rappresentazione che offre, la difesa “preventiva”… ahhahha… la risata è per le contraddizioni che lei cerca di trovare nel mio ragionamento…

    1. ancora? proprio non riesce a uscire dal suo loop paranoico/aggressivo? se vuole le consiglio un buon terapeuta. O le basta il guru? Oppure è talmente tanto emotivamente preso dal suo trip movimentista (non uso la parola fondamentalista solo per riguardo ai fondamentalisti che a volte sono persone serie) da non riuscire più a leggere una frase che noi sia osannante verso il suo vate senza perdere la testa.
      Lei non vuole risposte, lei vuole che le dia ragione… su cosa? sul nulla. Perché la prima domanda (o insinuazione che mi ha fatto) è stata quella di essere a libro paga di qualcuno. Per poi dire che ero un ignorante che non mi informavo. Che ero un denigratore prezzolato. Etc etc… Poi vuole che io dichiari che la manifestazione di Cesena era più importante di quella di Reggio, che quattro frasi sparate dal palco (e anche abbastanza banali e perfino fondate su dati sbagliati) su ambiente, crescita, debito etc siano il TUTTO. Tutto di che? Il mondo è molto più complesso e articolato di quello descritto da Grillo. La stupirò, certe anticipazioni di Grillo sulle politiche aziendali/bancarie nazionali e internazionali del perido pre Casaleggio (oggi praticamente scomparse) le condividevo e ho guardato a Grillo con simpatia fino a quando non si è autoeletto guru (che equivale a “leader spirituale” come lei stesso si è lasciato sfuggire). Sarà perché nel board della Casaleggio Assocciati ci sono molti appartenenti di quel mondo che Grillo attaccava? Mah!
      Poi. La somiglianza del suo soliloquio sordo assomiglia proprio al modus operandi del miglior Gasparri. Fanno dei corsi? Li passano con i fondi della regione?
      Io non credo in chi crede di avere la verità in tasca e urla la sua versione del mondo come unico credo di vita. Lei, e quelli come lei, invece di quel credo sembra abbiate fatto il centro della vostra vita. Si legga, con distacco, con la mente pulita dai fumi della sbornia di Cesena e forse si renderà conto di quanto sia escludente la sua presunta ricerca di dialogo. Lei non cerca dialogo, cerca solo degli specchi. Che qui non troverà mai, si rassegni.
      Sulla questione isterica… ma mi faccia il piacere (per evitare di mandarla dove lei e il suo guru mandate tutti quelli che non la pensano ESATTAMENTE come voi)
      vada in pace e si disintossichi dall’overdose di slogan. E di banalità.

  18. Orsatti, Orsatti, guardi, non sono neanche andato oltre il secondo rigo, infarcito di insulti al limite della denuncia per diffamazione. Si dia un contegno, orsù, le vedo il fumo uscire dalle orecchie.

    Le do io un consiglio: camomilla. Funziona, mi creda.

  19. Insulti? Diffamazione? Camomilla? Legga altro oltre al blog di Grillo e ai proclami sui Meetup. E si legga, soprattutto. Complimenti per lo “sbrago” con minaccia velata (velata?) di denuncia per diffamazione.
    Riesce ad essere molto più esplicito di me nel dimostrare la mia tesi.
    la ringrazio

  20. Signor Orsatti
    Lei non dovrebbe suggerire a qualcun altro di imparare a confrontarsi se non è in grado o non ha intenzione di rispondere alle domande.

    Cordiali Saluti

    Paola

    1. Interessante… sempre più interessante. Quali sarebbero le domande a cui non avrei risposto? Su perché non abbia parlato di chi altro ha parlato da Cesena? Oppure perché non ho raccontato dell’esperienza di Vedelago? Perché la lista delle persone che hanno parlato del palco e l’esperienza di Vedelago certo non hanno nessun collegamento con il tema dell’articolo che stiamo qui a commentare, che raccontava (ussignur, quante volte lo dovrò ripetere ancora?) quali siano stati i meccanismi e la scaletta degli interessi dei media che hanno portato all’occultamento della grande manifestazione di Reggio Calabria. Punto. Non vi piace che io non abbia simpatia per questa fase del grillismo? E allora?
      Continuate a chiedere, lei e l’altro assiduo commentatore, su domande che non hanno senso. Il centro del mondo non è Grillo, neppure il movimento. Mi dispiace deluderla, ma se ne faccia una ragione.
      Oppure intende che dovrei rispondere a quella domanda, la prima soffiata velenosamente e come accusa (e sarei io il denigratore), su chi mi paga?

  21. quante occasioni ottime per tacere perse….grillini andate a frinire a woodstock che state facendo solo una figura di merda…solo quando ve la cantate e ve la suonate da soli riuscite a convivere con il resto del mondo

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