Autunno. Un Paese che non viene raccontato. Questo Paese qui

di Pietro Orsatti

C’è quell’omicidio di un politico per bene, Angelo Vassallo, in Campania. Poi le minacce ai giornalisti e scrittori calabresi, da Emiliano Morrone a Ferdinando Piccolo. Poi le intimidazioni ai magistrati e ai membri e ai familiari della squadra Catturandi di Palermo. Queste sarebbero le mafie sconfitte e in ritirata. Secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ovviamente.

Da alcune settimane il governo ha lanciato la campagna nazionale d’informazione sulla sicurezza sul lavoro. Ripetiamo, tutta mirata all’eventuale responsabilità del lavoratore e non dell’impresa. E la cronaca ci racconta di altri morti bianche, assurde. Perché il lavoro e la sicurezza sono dei diritti che sono negati nel nostro Paese. Ma si preferisce non guardare nell’ambito delle imprese e scaricare la responsabilità sui lavoratori. A nessuno che venga in mente che in questa fase (e anche prima) i lavoratori sono costretti ad accettare qualsiasi condizione? Nessuno che si ponga delle domande su quella che ormai è la tendenza dopo Pomigliano?

Ma andiamo avanti. Si calcola che almeno 20.000 insegnati precari quest’anno non lavoreranno. Poi non si sa. 20.000 persone, famiglie. La Gelmini parla di frange politicizzate. La scuola inizia oggi e già agonizza. A subirne le conseguenze ovviamente sia gli studenti, mai così discriminati nei confronti dei loro colleghi europei per quanto riguarda l’offerta formativa, e i lavoratori. Qualche giorno fa un servizio di Rai3 raccontava la storia di un insegnante precario che è arrivato alla pensione (da precario). In ultima serata, ovviamente.

Intanto sullo Stretto di Messina proseguono i lavori di trivellamento. E qualche movimento terra che non guasta mai. Fortunatamente il movimento No Ponte sembra crescere, così come i dubbi di pezzi della classe politica locale. Non quella nazionale, è troppo presa da altri fondamentali argomenti quali il processo breve e le primarie e la campagna acquisti del Pdl in terra centrista per evitare le elezioni. Entusiasmante.

Qualche frana apocalittica alle prime piogge e lo sciame sismico che continua a spargere terrore nell’aquilano, e anche nella provincia di Rieti, sono un nonnulla. Non ci preoccupiamo. Il super segretario alla Protezione civile Bertolaso ha deciso di cancellare lo sciame con la sola forza del pensiero. Opplà. Ci penso e quello scompare, dai Tg ovviamente. Per le frane non ci si può fare nulla, questi maledetti telefonini che registrano video sono davvero irrefrenabili.

La Fiat continua a imporre il suo metodo. Prendere o lasciare. Così o pomì. Insomma il metodo del ricatto. Se non fai questo esco da Federmeccanica (straccio il contratto). Se non voti per il referendum cancella diritti sposto la produzione della Panda chissà dove (Pomigliano). Insomma, un’azienda salvata con un fiume di soldi pubblici ora impone (anche al pubblico) i propri voleri e la propria strategia. Che è “globalizzata”. Globalizzazione è una parola salvifica, giustifica tutto, anche l’incapacità da parte del governo di presentare il conto a Marchionne.

Insomma, questo Paese arrancante si presenta alla “ripresa” d’autunno (un eufemismo bello e buono) con il fiatone. Con le mafie che rialzano la testa, un governo che non riesce a governare neanche le sue beghe interne, un’opposizione che non trova una sua identità e tentenna davanti a un Paese in piena emergenza. Come probabilmente non sa più che pesci pigliare il presidente della Repubblica che mette su timide barricate in diesa della Costituzione e delle prerogative delle Istituzioni. In ritardo sulla ripresa economica e ormai all’ultimo posto per quanto riguarda la produzione in Europa. Dissestato ideologicamente e idreologicamente. In declino sia sul piano politico che morale. Un Paese che non viene raccontato, e che stenta a raccontarsi. Questo Paese qui.

Ma proviamo a farlo un tentativo di racconto. Giorni fa sono andato a fare un giro turistico a una delle piscine dei Mondiali di Nuoto sequestrate e mai entrate in funzione. Una delle tante e neanche, a quanto sembra, uno dei casi più eclatanti. Ho scattato qualche foto con il telefonino pensando di scriverci poi un pezzo. Ma ho deciso questa mattina di pubblicarle in coda a questo articolo. Così, senza commento. Per vedere, come diceva Jannacci, l’effetto che fa.

VAI SULL’ARTICOLO SU GLI ITALIANI PER VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA

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