In scena a Roma l'anima dell'Idv che guarda a sinistra

Primo giorno di congresso dell’Idv. Oggetto alieno alla politica italiana, fuori dagli schemi classici del “partito partito” e contemporaneamente strutturato negli anni attorno all’inventore, leader, padre padrone Antonio Di Pietro. Senza di lui oggi l’Idv non avrebbe senso e allo stesso tempo solo con lui si avvierebbe a rapida estinzione. Inizia in un venerdì piovoso il “congresso zero” di questo movimento che ha deciso di farsi partito sul serio. Grazie ai numeri che ha conquistato alle elezioni europee, grazie a un consenso popolare che ormai non è più una sorpresa. “Passare da movimento a partito d’azione” sintetizza dal palco Luigi De Magistris accendendo la sala. De Magistris che non nasconde di guardare a sinistra, di essere attento ai malumori e al disagio della base in molte regioni di Italia, ma che ribadisce, forse deludendo qualcuno, il suo appoggio alla linea di Di Pietro e alla sua leadership. Si è molto parlato negli ultimi mesi di un De Magistris riferimento di un’opposizione interna, ma diventa sempre più evidente che l’ex pm di “Why not” non vuole conquistare il palazzo, ma invece punta a fare un po’ di chiarezza sui piccoli potentati locali che si sono sclerotizzati attorno a micro gruppi dirigenti ereditati spesso, e in particolare, dalla frantumazione degli ex Popolari e dell’Udeur. “La scelta dei gruppi dirigenti non può basarsi solo sul meccanismo delle tessere”, spiega De Magistris alla sala e a un attentissimo Di Pietro, “come non bisogna accontentarsi di rinnovare e formare i dirigenti nazionali senza prestare attenzione a quello che succede in molte regioni”. La folla dei delegati applaude, qualche smorfia di fastidio nelle prime tre fila della platea, quella dei posti rigorosamente riservati.
L’avvicinamento fra De Magistris al governatore della Puglia Vendola, poi, non deve aver fatto saltare di gioia chi a livello nazionale, Donadi e Orlando in particolare, sta invece spendendosi da mesi nel rinsaldare la linea di contatto da un lato con il Pd di Bersani e dall’altro riallacciando vecchi legami di amicizia con la minoranza dei democratci che fa riferimento a Dario Franceschini. Ma se un risultato si è raggiunto in questa prima giornata di congresso è proprio quello di aver rinsaldato invece il rapporto fra Di Pietro e De Magistris. Quindi avanti con un accordo con il Pd ma guardando anche a sinistra e ai movimenti.
In attesa dell’intervento di domani del leader, Di Pietro ha intanto convocato una conferenza stampa lampo a lato del dibattito in corso. Ovviamente al centro delle domande dei giornalisti la famigerata foto del ’92 che lo ritrae a una cena allo stesso tavolo con Bruno Contrada . Abbastanza evidente, spiega Di Pietro, vista la coincidenza con il congresso e con la campagna elettorale, che le ultime rivelazioni siano frutto di una campagna ben orchestrata, per cercare di colpire l’Idv che tutti prevedono in crescita. “Si sono messi in moto alcuni poteri forti. Quegli stessi poteri che già stanno pensando al dopo Berlusconi”, ipotizza De Magitris. E Di Pietro annuncia che appena terminato il congresso si dedicherà a capire chi sia dietro a questa vicenda “che inevitabilmente avrà una conclusione giudiziaria”.

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