Comune di Palermo. Orlando: «Se fosse un’impresa avrebbe già portato i libri in tribunale»

Sicilia Leoluca Orlando, il leader della primavera di
Palermo, denuncia tutti i recenti sprechi del Comune

leoluca-orlandoSicilia – Leoluca Orlando, il leader della primavera di Palermo, denuncia tutti i recenti sprechi del Comune

di Pietro Orsatti su Terra

La crisi del Comune di Palermo è ormai evidente, a partire da quello che si sta verificando negli ultimi mesi, a fasi alterne, sulla vicende della raccolta dei rifiuti in città, le infrastrutture urbanistiche e il rischio di fallimento finanziario della città. «Peggio che a Catania – si lascia sfuggire Leoluca Orlando -, molto peggio. Il buco di bilancio denunciato dalla Corte dei conti non lascia molti dubbi». L’ex sindaco della “primavera” di Palermo si accende quando si parla dei tanti guai che sta attraversando la sua città. «Ancora oggi vengo chiamato in giro per il mondo a parlare del “modello Palermo”, quello della “primavera, – prosegue –, e ogni volta che mi ritrovo a parlarne in pubblico mi dico fra me e me: “speriamo che a nessuno venga in mente di venire in Sicilia a vedere come è oggi».

La questione rifiuti ha svelato una crisi che nessuno si aspettava. Cosa è successo?

È stato letteralmente massacrato il bilancio del Comune e delle aziende collegate. Ricordo che quando lasciai l’incarico di Sindaco i bilanci del Comune di Palermo e quello delle aziende, compresa quindi quella che si occupa dei rifiuti, ricevettero da Moodys un ranking finanziario AA3, a quel tempo pari a quello del governo nazionale e di molte multinazionali italiane. Significava sostanzialmente che per ogni cittadino, operatore economico, creditore e imprenditore, avere a che fare con il Comune di Palermo comportava meno rischi che avere a che fare con grandi multinazionali italiane. Tutto ciò si basava sulla trasparenza, sull’informazione, sull’affidabilità.

Di conseguenza anche le aziende allora erano credibili?

Certo. Avevano il bilancio in attivo, e grazie a questo attivo riuscivano a investire in mezzi e tecnologie e risanamento. Ricordiamoci che la discarica di Bellolampo è l’unica a norma in tutta la Sicilia. E lo è grazie proprio al circuito virtuoso che avevamo creato. La crisi dei rifiuti a Palermo non è legata alla mancanza di possibilità e strutture di smaltimento. La crisi è causata da una voragine economica che si è creata solo negli ultimi anni.

Sta parlando, quindi, degli anni delle giunte guidate dall’attuale sindaco Cammarata?

Il Comune di Palermo oggi è tecnicamente in una situazione che, se fosse un’impresa, dovrebbe portare i libri in Tribunale. Siamo alla presenza di un’amministrazione che si fa scudo di un sindaco il quale, in qualche modo, trasmette l’idea di uno che gioca a tennis, va in barca a vela. Un’immagine tutto sommato rassicurante. In realtà stiamo parlando di una persona che dall’88 al ’93, gli anni terribili delle stragi tanto per intenderci, era sindaco della società dell’ingegnere Alamia, che era socio di Rapisarda e Ciancimino. Non solo. Era indicato proprio come uno dei tre sindaci di fiducia di Alamia. Dietro questa immagine, che può sembrare leggera, si nasconde la parte peggiore della storia della nostra città.

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