Il partito di Sandokan

DonPeppecartelloneCamorra – Sei pentiti, centinaia di pagine di verbali e riscontri, uno scenario raggelante, un vortice di affari, voti, appalti. Anche la crisi rifiuti e la gestione dell’emergenza entrano nell’inchiesta. Era Schiavone a controllare tutto. Il pentito racconta che anche «Bocchino, Coronella e Landolfi facevano parte del “nostro tessuto camorristico”»

di Pietro Orsatti su Terra

Si gioca sul filo delle testimonianze dei collaboratori di giustizia la richiesta di custodia cautelare per il sottosegretario Nicola Cosentino. Una richiesta che coinvolgerebbe, alla lettura del documento consegnato alla giunta per le Autorizzazioni della Camera, anche altri esponenti di spicco dello scenario politico campano e nazionale. Sono sei i collaboratori di giustizia che hanno parlato di Cosentino: Domenico Frascogna, Michele Froncillo, Carmine Schiavone, Dario De Simone, Michele Orsi e Gaetano Vassallo. E proprio dalle dichiarazioni di Vassallo, considerato il “colletto bianco” del clan dei Casalesi, emergono le accuse più circostanziate: «Ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 spa gestita dai fratelli Orsi. Sono stato di fatto loro socio. All’epoca era Bidognetti Aniello la persona a gestire gli affari del clan… era stata fissata una tangente mensile pari a 50mila euro, con la previsione ulteriore dell’assunzione di cinquanta persone scelte dal clan. Posso dire che la società Eco4 era controllata dall’onorevole Cosentino e anche l’onorevole Landolfi aveva svariati interessi in quella società. Presenziai personalmente alla consegna di 50mila euro in contanti da parte di Orsi Sergio all’onorevole Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest’ultimo a Casal di Principe». E Vassallo continua, riportando altri particolari: «Bidognetti Raffaele, alla mia presenza e alla presenza di Di Tella Antonio, riferì che gli onorevoli Italo Bocchino, Nicola Cosentino, Gennaro Coronella e Landolfi facevano parte del “nostro tessuto camorristico”». Quindi se Cosentino trema, anche altri esponenti del centrodestra temono di essere trascinati nella polvere dal crollo dell’ormai probabilmente ex candidato alle prossime elezioni in Campania. Non è un caso che Italo Bocchino, nella prima mattinata di ieri, abbia smentito categoricamente di essere coinvolto nella vicenda e ha comunque ribadito la propria solidarietà a Cosentino. Non sono accuse da sottovalutare anche per il modo in cui sono state formulate.
Comprensibile, questa alzata di scudi. Cosentino è l’emergente del Pdl in Campania, un pezzo del governo, non certo un oscuro parlamentare arrivato dalla provincia. Secondo i magistrati che lo stanno inquisendo, invece, il sottosegretario ha contribuito «con continuità e stabilità, sin dagli anni 90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista da cui riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni». Attraverso la Eco4. Racconta sempre Vassallo che «Cosentino sapeva che ero socio della Eco4 e dei miei rapporti con la famiglia Bidognetti. Quando mi aggiudicai il servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di San Cipriano con la Setia sud, Bidognetti mi disse che dovevo convocare le maestranze per sostenere Cosentino alle provinciali». È proprio questo sostegno, cercato e ottenuto attraverso scambi di appalti e posti di lavoro e proseguito secondo l’accusa per anni, che avrebbe consolidato il peso politico (e soprattutto elettorale) di Cosentino. E come era prevedibile si riapre anche lo scenario dello scandalo rifiuti a Napoli. E sempre in relazione alla Eco4, come ci racconta ancora il pentito: «I siti da utilizzare per l’ampliamento della discarica vennero scelti da Francesco Schiavone su indicazione dei fratelli Orsi. La stessa procedura è stata utilizzata per i depositi delle ecoballe. In poche parole, tutto il sistema della gestione dei rifiuti, sia di quelli solidi che di quelli speciali, nelle sue diverse fasi (trasporto, smaltimento, raccolta) era completamente gestito e controllato dalla criminalità organizzata e ciò sia nel periodo in cui la gestione fu affidata ai privati, sia nel periodo in cui la gestione è passata al pubblico». E assunzioni e commesse sarebbero sempre state determinate dalle esigenze politiche di Cosentino.

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DEL GIP Cosentino ordinanza

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