Cosentino: la richiesta di arresto gela il Pdl. Fini e Pisanu lo scaricano

nicola-cosentino-273x300Parlamento – Il gip richiede l’arresto del sottosegretario all’Economia alla giunta per le autorizzazioni della Camera e la maggioranza si spacca. E rispunta il testo di una mozione di sfiducia che anticipava, già un anno fa, l’inchiesta

di Pietro Orsatti su Terra

La richiesta di autorizzazione dell’ordine di cattura per Nicola Cosentino (sottosegretario del governo Berlusconi) inviata ieri dal Gip Raffaele Piccirillo al Parlamento, sta provocando un vero e proprio terremoto all’interno delle istituzioni e dei partiti, in particolare del Pdl. «Già il reato di concorso esterno è più sociologico che giuridico e se a questo si aggiunge che le accuse vengono da pentiti c’è di che dubitare», ha dichiarato il vicepresidente della Camera Italio Bocchino, da tempo uno degli sponsor di Nicola Cosentino alla corsa per le prossime regionali in Campania. Di tutt’altro avviso, quanto emerge dalle ultime dichiarazioni, l’atteggiamento di Gianfranco Fini, suo Presidente in parlamento e soprattutto suo capo per anni all’interno di An. La candidatura di Nicola Cosentino alla regione Campania «non credo sia più nel novero delle cose possibili», ha dichiarato infatti Fini. Giochi finiti? A quanto pare no se si ascolta il prestigioso parere di Nicolò Ghedini, avvocato del premier e autonominatosi difensore in pectore del politico campano accusato da ben 5 collaboratori di giustizia di essere organico alle famiglie di Casal di Principe: i Casalesi. «Nicola Cosentino – dice Ghedini – ha sempre svolto con passione e onestà l’attività politica. Le accuse mosse appaiono tanto più incredibili e inconsistenti solo a osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo e impedire una fisiologica e ottima candidatura alla guida della regione Campania». Ma il “niet” di Fini, seguito poi da quello di Pisanu, presidente della commissione antimafia («non si candidi chi è sospettato»), segnano un confine che difficilmente sarà arginabile, vada come vada sia il giudizio sulla richiesta del Gip alla commissione di vigilanza e, anche, l’inchiesta giudiziaria su di lui.
È evidente che le ambizioni del sottosegretario, nonostante il patrimonio incredibile di voti che questi ha portato al Pdl nelle ultime elezioni, dovranno per forza ridimensionarsi. È non è neanche da sottovalutare il ruolo che giocherà la giunta per le autorizzazioni che potrebbe accogliere la richiesta del Gip, se continuano, come sembra, gli sfilacciamenti all’interno della maggioranza. In effetti la vicenda Cosentino era già arrivata in parlamento un anno fa con una mozione di sfiducia, primo firmatario il capogruppo Pd Antonello Soro.
«L’onorevole avvocato Nicola Cosentino, sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze, è stato più volte indicato da diversi collaboratori di giustizia come fiancheggiatore o concorrente esterno in associazioni criminali di tipo mafioso – il testo è riportato su un ampio servizio pubblicato da Articolo21 -; il 30 settembre 2008 è stato acquisito agli atti dell’indagine denominata “Spartacus 3”, condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, un verbale di deposizione in cui il collaboratore di giustizia, Domenico Frascogna, ha affermato che l’onorevole Cosentino sarebbe stato il “postino dei messaggi” del boss camorrista Francesco Schiavone». Quello Schiavone, per intenderci, più conosciuto come Sandokan. Era l’inizio, più di anno fa. Poi arrivarono altri 4 pentiti e l’inchiesta ha preso piede con sempre maggior forza. Per questo accusare la magistratura di aver promosso un provvedimento a orologeria è una valutazione quantomeno forzata. Come una valutazione di opportunità politica della candidatura di Cosentino non potrà che essere fatta dopo la pubblicazione delle oltre 400 pagine di motivazioni consegnate alla giunta della Camera dal Gip.

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DEL GIP Cosentino ordinanza

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