Caso Cosentino – anche Bocchino citato dai pentiti, lui smentisce

bocchino3Pochi minuti fa l’On Bocchino, in relazione all’ordinanza del Gip di Napoli per l’autorizzazione all’arresto del sottosegretario Cosentino ha rlasciato alle agenzie questa dichiarazione.

«In riferimento a quanto pubblicato dalla stampa circa la presenza del mio nome negli atti con cui la magistratura napoletana ha chiesto alla Camera l’arresto di Nicola Cosentino va precisato che si tratta di una citazione del tutto marginale in cui un pentito, elencando i parlamentari di quel territorio, inserisce anche il sottoscritto come appartenente ad un contesto che va inteso come territoriale e certo non riferito all’organizzazione camorristica». Lo precisa in una nota il vice capogruppo del Pdl, Italo Bocchino. «Ciò è evidenziato dal fatto che soltanto il mio nome infatti non è mai più citato dai pm e dal gip -aggiunge l’esponente del Pdl- emergendo con chiarezza la mia lontananza da ogni vicenda, anche soltanto di malcostume clientelare, legata al consorzio dei rifiuti al centro delle indagini. Per quanto mi riguarda i magistrati napoletani possono scandagliare il mio passato, indagare il mio presente e prevedere il mio futuro senza trovare nulla di imbarazzante». «Quanto al clan dei Casalesi -conclude Bocchino- penso sia utile che lo Stato assicuri i suoi affiliati alla giustizia e che questa li condanni severamente affinchè finiscano i loro giorni in carcere liberando il territorio da una morsa insostenibile. Considero insolito inoltre che la stampa faccia leva sulla notorietà della mia persona per presentare il mio nome ai lettori senza chiarire l’assoluta e conclamata estraneità da ogni contesto». AdnKronos

Ecco il punto dell’ordinanza del Gip Piccirillo in cui viene citato l’On Bocchino

Nell’interrogatorio del 1° luglio 2008 VASSALLO Gaetano intrattiene gli inquirenti sul tema dei rapporti del gruppo BIDOGNETTI con esponenti politici di rilievo nazionale, come poté apprenderli dalla viva voce di BIDOGNETTI Raffaele, all’epoca reggente del gruppo camorristico, in una riunione avvenuta nel 2007, poco prima dell’arresto dello stesso BIDOGNETTI:

Mi sono ricordato di una riunione tenuta nel 2007 presso il domicilio di un parente di Raffaele Bidognetti, e più in particolare presso l’abitazione ove Raffaele Bidognetti è stato arrestato in occasione della sua ultima latitanza.

In questa abitazione mi sono recato più volte proprio per incontrarmi con Raffaele. Si tratta di una casa sita nei pressi della piazza Padre Pio di Casal di Principe, di piccole dimensioni, dove peraltro avevo già accompagnato i Carabinieri di Caserta per indicargli il luogo dove si nascondeva Raffaele Bidognetti.

Nel corso di questa riunione, che peraltro avvenne nello stesso giorno, poche ore prima, dell’arresto di Bidognetti Raffaele, io parlai della circostanza che mio fratello Salvatore voleva cedere le quote del Park Hotel di sua spettanza a Ventre, di cui non ricordo il nome, e a Nicola Gargiulo ‘o capitone, entrambi di Lusciano.

(omissis)

Tornando alla riunione in cui venne arrestato Bidognetti Raffaele, ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali. In particolare, Bidognetti Raffaele alla mia presenza e alla presenza di DI TELLA Antonio, riferì che gli onorevoli Italo Bocchino, Nicola Cosentino, Gennaro Coronella e Landolfi facevano parte del “nostro tessuto camorristico”.

Devo dire che non era la prima volta che, con riferimento a queste personalità politiche, sentivo parlare in tal senso e cioè come politici che potevano favorire gli interessi del clan camorristico e che per questo stavano a nostra disposizione.

Ricordo che Landolfi, in occasione della penultima campagna elettorale, aveva chiesto l’assunzione presso l’ECO4 di diverse persone da lui indicate tramite Peppe Valente e Sergio Orsi che poi lo avrebbero dovuto votare.

In cambio Landolfi era a disposizione del clan al fine di consentire l’aggiudicazione di appalti intervenendo su politici locali, ovvero per i trasferimenti di affiliati detenuti.

(…) A proposito del trasferimento di detenuti, ricordo che una figlia di Sergio Orsi a nome Flora è amica della sorella di “Carusiello”, di cui non ricordo il nome, e spesso l’accompagnava a fare i colloqui con “Carusiello”. Sergio Orsi mi ha raccontato di aver mandato dei soldi a “Carusiello” in carcere, ammontanti a circa cento milioni di lire. Ciò avveniva alla fine degli anni ’90. Inoltre il “Carusiello” aveva chiesto di intervenire su qualche politico locale per avere un trasferimento dal carcere. Sergio Orsi parlò con Nicola Cosentino per il trasferimento di Cantiello Salvatore, alias Carusiello in un altro carcere e il Cosentino si mise a disposizione per la richiesta di Orsi. Non so se il trasferimento si è avverato”.

Nella memoria depositata presso l’ufficio di Procura il 12.11.2008 l’indagato segnala l’implausibilità della raccomandazione di Cantiello Salvatore per un trasferimento carcerario, rimarcando come il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sia costituito in gran parte da magistrati.

Deve osservarsi che questo passaggio delle dichiarazioni di Vassallo non risulta riscontrato, né smentito da risultanze obiettive.

Pertanto ad esso non si attribuirà rilievo nella presente decisione. Tanto più che si tratterebbe di un favore personale promesso da Cosentino a Sergio Orsi, i cui esiti sono sconosciuti allo stesso collaboratore.

L’unica utilità che tale episodio (ove adeguatamente provato) potrebbe rivestire sarebbe quella di delineare l’esistenza di rapporti tra Cosentino e Sergio Orsi, rapporti che però possono peraltro ritenersi pacifici in base ad una serie di – ben più tranquillizzanti – evidenze.

Qualora poi si volesse inferire dalla ‘teorica implausibilità’ dell’assunto, un profilo di inattendibilità di tutta la narrazione di Vassallo, dovrebbe osservarsi che il dichiarante riferisce l’episodio per averlo appreso da Sergio Orsi e non per scienza diretta. Potrebbe dunque trattarsi di una millanteria del ‘socio’, incapace di inficiare di per sé la genuinità di Vassallo che si limita a riportarla, avendo cura di precisarne la fonte. Sono del resto acclarati, in base alle dichiarazioni convergenti di Luigi e Alfonso Diana, i rapporti tra Sergio Orsi e Salvatore Cantiello (vedi nel capitolo 3).

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DEL GIP Cosentino ordinanza


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