“Italian Tabloid” il romanzo di Pietro Orsatti in uscita il 5 luglio.
Un uomo che guidato dalla sua ossessione si trova a a giocare una partita molto più grande di quella che si poteva minimamente immaginare. La storia di un’inchiesta giornalistica che si trasforma nel disvelamento dei rapporti fra mafia e Stato. I dubbi di un giornalista che trasportato da un singolare Caronte nell’inferno di Cosa nostra trova delle risposte che non potrà mai pubblicare.
Soffocante, cupo, minuziosamente documentato: un romanzo che sembra un dossier. Che svela verità dimenticate o rimosse e un mestiere. E le nevrosi inevitabili che travolgono chi quel mestiere lo fa. Dove il protagonista, Francesco Felice, partendo dalla ricerca dei soldi del Principe di Villagrazia Stefano Bontade, scomparsi dopo la sua uccisione, si trova a incorciare pezzi di storia italiana (e non solo) non narrata. E una folla di mafiosi, faccendieri, trafficanti internazionali, monsignori, generali, spie, contrabbandieri e politici e imprenditori e poliziotti e magistrati che attraversano i ricordi fino a giungere al presente. All’oggi. Dove non c’è nulla di apparentemente vero e nulla di completamente falso. E quella che è l’ipotesi più impensabile si rivela la realtà.
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Questo romanzo non è la negazione della realtà, ma ne è una rappresentazione e rilettura attraverso metafore e interpretazioni narrative. Il racconto si basa su fatti e documenti, atti giudiziari, documentazione ufficiale e inchieste giornalistiche e pagine della storia italiana dal secondo conflitto mondiale a oggi. La maggior parte dei personaggi principali sono frutto della mia fantasia, come la rilettura romanzata che faccio di alcuni nomi di rilievo della storia del nostro Paese. Molti documenti vengono citati nel corso della narrazione. Politici, istituzioni, imprese, persone reali che vengono citati nel corso del racconto (e nei documenti) sono riportati non perché collegabili allo sviluppo del racconto ma per dare alla narrazione, attraverso la loro forza metaforica di elementi riconoscibili, un punto di collegamento tangibile alla storia italiana degli ultimi 70 anni.
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Ringraziamenti
Devo un ringraziamento particolare all’amico e collega Sebastiano Gulisano, per la sua pazienza enorme nel consigliarmi e nell’attingere dal suo immenso archivio e dalla sua memoria. A lui devo la riscoperta di uno degli autori più interessanti, geniali, attenti e puntali che la Sicilia abbia mai avuto: Michele Pantaleone. La rilettura dei sui libri mi ha dato la forza di affrontare questo lavoro senza che mi tremassero i polsi. Devo ringraziare per l’aiuto che mi ha fornito “a sua insaputa” Salvo Palazzolo, che con il suo libro “I pezzi mancanti” mi ha consentito di fare collegamenti che altrimenti avrei mancato. Il suo lavoro è stato prezioso. E continua ad esserlo. Un ringraziamento va anche a Riccardo Orioles, per il sostegno e l’incitamento e la fiducia che mi ha dimostrato da subito sul lavoro che stavo affrontando. Quando dopo aver letto le prime pagine mi ha scritto “sembra una sceneggiatura di un film degli anni ’50, ho sentito l’odore del tabacco e il rumore della macchina da scrivere” ho capito che stavo procedendo per la strada giusta. E grazie a Misha, Nikolai, Alberto, Mimmo, Massimiliano, Paolo, Veronica e a tutti i poveri e felici poeti che hanno accompagnato, con la loro amicizia, i momenti più difficili di questo lavoro.
Pietro Orsatti
Capranica (VT), giugno 2012
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