Chi fermerà #Grillo? La Rete

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Nato come fenomeno politico grazie alla Rete (almeno così dice), Beppe Grillo oggi nella Rete ha il suo più grande avversario. Proprio oggi che i risultati delle elezioni amministrative lo hanno premiato e i sondaggi lo posizionano come secondo partito se si votasse nelle prossime settimane, il feticcio di Internet rischia di smontargli la sua creatura, il Movimento 5 Stelle. 

Ha lavorato per anni il leader di M5S, con pazienza e determinazione, utilizzando la rete per avvicinare il disagio diffuso, e non solo fra i giovani, verso la politica tradizionale ormai implosa dopo un ventennio di berlusconismo diretto e indiretto. Avvicinare e poi incamerare in strutture apparentemente aperte ma invece fortemente identitarie, chiuse e controllate dal “centro”. Non da lui, o solo da lui.

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Grillo e Casaleggio durante la presentazione di un libro

Il controllo è esercitato dal suo editore e socio fondatore (per sua stessa ammissione) dell’M5S, Gianroberto Casaleggio, che del controllo attraverso gli strumenti informatici e la comunicazione in rete ne ha fatto professione con la sua Casaleggio associati, azienda specializzata in marketing virale, e-commerce e sistemi aziendali intranet e che da anni pubblicizza senza nessun pudore tecniche di controllo e di condizionamento dei flussi di consenso e di dissenso attraverso la rete. Per avere un’idea del curriculum di Casaleggio e dei suoi soci e delle tecniche da loro utilizzate e dei rapporti aziendali e con determinati salotti non certo marginali italiani e internazionali, basti leggere l’ampia inchiesta che pubblicai su Micromega nel luglio 2010.

La loro tecnica di marketing politico, sconosciuta allo scenario politico italiano fino ad oggi, ha ottenuto un risultato  in breve tempo di proporzioni inaspettate. Anche perché totalmente incontrastata e ampiamente sottovalutata. Rifiuto del dialogo, del riconoscimento dell’avversario, demonizzazione dello stesso attraverso una campagna virale di informazione tutta diretta all’interno della cerchia di attivisti. Unico terreno di comunicazione (non di scontro) la rete. Sulla rete e solo sulla rete c’è la verità, questo il loro messaggio. E chi fa la verità sulla rete attraverso l’indicizzazione e il posizionamento dei contenuti? Google e gli altri motori di ricerca. E quindi un meticoloso e massivo lavoro di Seo, la moltiplicazione dei contenuti su ogni tipo di sito, blog etc etc, in maniera da tenere basse le altre notizie e tenere fra le prime venti le versioni del “movimento”.

Il caso della presunta soluzione islandese alla crisi ne è un formidabile esempio. Leggo in un articolo pubblicato da Agoravox.it :

Dire che “Gli islandesi… evitarono di svendere il loro paese e di metterlo sotto tutela del Fmi“, oltre ad essere ridicolo è platealmente falso, com’è falso scrivere che “Venne allora indetto un referendum che bloccò la nazionalizzazione (delle banche)”, visto che le banche islandesi sono state nazionalizzate senza colpo ferire e che il referendum aveva come oggetto solo il rimborso del debito estero cumulato da Icesave. Eppure si si mettono le parole “islanda+debito+FMI” su un motore di ricerca escono migliaia di voci in italiano che riportano questa bufalaccia, che da noi è particolarmente diffusa, mentre con ”iceland+debt+IMF” escono articoli e studi aderenti alla realtà, che è quella per la quale proprio il prestito del Fondo Monetario Internazionale è stato uno dei pilastri dell’azione islandese in risposta al fallimento delle proprie banche.

Provare per credere. E’ esattamente come riportato nel brano qui sopra.

ImmagineQuesto tipo di manipolazione dell’informazione sulla rete (non riesco a trovare altro termine) è ovviamente applicato a ciascuno dei temi più “urlati” dal movimento e in particolare a ogni posizione del megafono/leader. Se associamo poi il controllo formale di ogni lista e gruppo (il simbolo è solo di Grillo e non delle liste e lui, e solo lui grazie alle regole disegnate da Casaleggio, lo concede o lo ritira), le deroghe al cosiddetto non statuto (nessun politico da altri partiti e nessuno può fare più di due mandati) che ci si è ben guardati di rendere pubblici (caso Genova con il candidato Sindaco Putti del M5S già nei Verdi e candidato nelle precedenti amministrative con quel partito e caso Bologna con un consigliere M5S eletto in un municipio con due mandati precedenti già espletati sempre con i Verdi), l’onnipresenza di Casaleggio e dei suoi soci/dipendenti nel controllo del dibattito e dei commenti sui siti ufficiali (dal blog di Grillo all’ultimo dei Meet Up) è facile capire come sia stato possibile formare un gruppo di attivisti così coesi, omogenei e chiusi a ogni connessione con l’esterno per quanto riguarda il confronto e le acquisizioni di informazioni che non siano quelle ufficiali fornite da Grillo e Casaleggio.

In questa epoca dove attivismo e militanza sono diventati residuali, un gruppo così monolitico e strutturato e con una tale forza d’urto nella comunicazione in rete (e infatti qui finora si è giocata tutta la propaganda di M5S) e nella manipolazione dei flussi delle notizie ha gioco facile. E assorbe e attira il disagio diffuso verso il sistema politico e l’astensionismo. Ma la rete stessa ha i suoi anticorpi per svelare le manipolazioni. Un po’ lenti, finora, vista l’abituale e cronica pigrizia italiana, ma che da qualche settimana si sono accesi con il moltiplicarsi di domande (puntualmente senza risposta), commenti, notizie varie e rivelazioni su Grillo, Casaleggio e i criteri di selezione di liste e candidati e portavoce locali di M5S. Comincia quindi a fluire, in particolare dai social network, una versione molto diversa della creatura di Grillo & co.

E la reazione è stata scomposta e probabilmente controproducente per M5S. Ovvero la tempesta di insulti, tentativi ossessivi di cambiare discorso, spostare l’attenzione, fino a sfociare a deliri veri e propri, negazioni, balle, fino ad arrivare a tentativi di intimidazioni, calunnie e neanche troppo velate minacce. Centinaia, migliaia, decine di migliaia di commenti (prodotti fra l’altro quasi sempre dagli stessi soggetti spesso con identità multiple) che hanno inondato le pagine di chi ha fatto qualche domanda, abbia espresso dubbi, abbia descritto i rapporti Grillo/Casaleggio/M5S, etc.

Personalmente l’insulto più delicato che mi è stato rivolto è stato quello di essere uno “sciacallo”, l’insinuazione meno calunniosa quella di essere a libro paga del PD e il meglio è stato dato augurandomi una morte fra le peggiori sofferenze.

Il tentativo era quello di “sputtanare” gli interlocutori, i giornalisti, i blogger e chiunque esprimesse dissenso e dubbi. Una tattica antica, negli Usa in particolare, affinata da alcuni multinazionali dell’energia qualche anno fa per azzittire alcuni scienziati che parlavano di cambiamenti climatici. Essendo qui in Italia agli albori dell’uso della rete il tentativo è stato più goffo e controproducente. Controproducente perché si è schiantato nella libertà della rete, nella libera circolazione delle informazioni, nei rapporti liberi fra persone nelle reti sociali.

E Casaleggio & co se ne devono essere resi conto in fretta. E sono andati in affanno. Anche se l’offensiva dei presunti elettori qualunque (con 10 account a testa minimo) rimane invariata, la macchina della propaganda politica grillina si è rivolta a sistemi più tradizionale. I giornali. Anzi, un giornale. Il Fatto. E anche questo inzerbinarsi davanti a Grillo di Travaglio&co sta rivelandosi, ancora più velocemente, controproducente. E’ stata talmente sfacciata la partigianeria del quotidiano diretto da Padellaro (?) da essere segnata all’indice dalla comunità della rete in pochi giorni. E certo l’uscita dal giornale di Telese e la reazione stizzita e scomposta de il Fatto hanno fatto il resto.

Ecco. La tanta osannata rete diventa il principale ostacolo per Grillo e i suoi soci esperti di comunicazione virale. La rete non perdona. Soprattutto chi cerca di controllarla.

p.s. (una cosa poi ho imparato in queste settimane di pazziamento. Gli ex grillini non stanno messi meglio per quanto riguarda l’ossessività autoreferenziale. Si sono fatti danni enormi in questi anni di manipolazione. Enormi)

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25 risposte su “Chi fermerà #Grillo? La Rete

  1. “Personalmente l’insulto più delicato che mi è stato rivolto è stato quello di essere uno “sciacallo”, l’insinuazione meno calunniosa quella di essere a libro paga del PD e il meglio è stato dato augurandomi una morte fra le peggiori sofferenze.
    Il tentativo era quello di “sputtanare” gli interlocutori, i giornalisti, i blogger e chiunque esprimesse dissenso e dubbi. ”

    sono ripetitivi devo ammettere…
    ….ma il migliore sinora è stato riservato a me “mappina”
    [anche se il tuo "sciacallo" merita...]
    ;-)

    un abbraccio Pietro!

  2. ehhh si ! la Spectre che agisce.
    http://www.beppegrillo.it/2012/06/grillo_e_la_spectre/index.html

    Caro sig. Orsatti, la Rete (e i cittadini informati) spazzerà via voialtri…La rete non fermerà Grillo, semplicemente perchè la rete non vuole fermare se stessa. Si prepari anche Lei alla future trasformazioni.

    Davvero, voi pennivendoli (lo aggiunga agli insulti quali sciacallo o mappina del suo amico) non avete ancora capito ? Il M5S opera dal basso . Dal Locale.. “sul” e “per” il territorio con un programma e delle regole che sono facili da capire e che contrastano con tutto quello che Lei dice…se le vada a leggere, e semmai critichi quelle regole e quel programma. Noi sappiamo chi sono Beppe e Gianroberto e il suo articolo al massimo serve come spauracchio per coloro che si stanno avvicinando al M5S. Ma quando qualcuno ci entra,aderisce, comprende,si attiva. partecipa, suda e lavora gratis per gli altri e ne trae benefici sentimentali e non danarosi e benefici di autostima per l’impegno profuso per il bene collettivo (libero da etichette, colori, estrazioni sociali), non c’è più speranza di “avvertirlo” come volete far credere voi.
    Le suggerisco di lasciar cadere la penna e recarsi a chiaccherare in un banchetto del M5S vicino a casa sua (scoprirà che certamente ce ne uno nei dintorni) e confrontarsi con quei cittadini direttamente sugli argomenti. Poi , magari, la prossiama volta che scrive qualcosa, ci sarà un pò meno complotto e un pò più di onestà intellettuale tra le sue righe.
    Vada a parlare e sentire cosa hanno da dire i cittadini prima di tentare di dire loro cosa fare e da chi stare attenti. Scoprirà un nuovo modo di fare e parlare di politica.
    Nel frattempo, buon lavoro e ascolti il mio consiglio.
    Luca Martini
    .

      • guardi, l’ho nei preferiti:

        http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

        la parte che mi ovviamente interessa a me:
        Nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell’agorà (oggi la piazza).

        probabilmente a lei interessa più questa:
        Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento). L’Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum, l’iniziativa popolare e la petizione popolare.

        PS: ma i nostri partiti l’hanno trasformata in . …”che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum (abrogrativo e cmq puntualmente aggirato o soppresso sul nascere e mai propositivo), l’iniziativa popolare (che puntualmente viene depositata nei cassetti senza discussione) e la petizione popolare (che non sfocia mai in una discussione consigliare).”

        ma il problema sono Grillo e Casaleggio. Certo. Il non statuto che tutti gli eletti sottoscrivono e il programma generale (ottimizzato da ogni gruppo locale quale vestito del proprio territorio) , la Legge di iniziativa popolare sulle riforme parlamentari firmate da 300000 cittadini, tutto il lavoro istituzionale dalle Regionali e amministrative in poi svolta fino ad ora dai gruppi consigliari eletti localmente non conta niente..non ha prodotto risultati.
        Ma se non vuol capire, se non ci vuole nemmeno provare allora le auguro
        Buona scrittura SIg. Orsatti e si Legga lei e i suoi amici.

      • Mi sembra che presumi un po’ troppo… ma da uno che non sa che l’agorà è la piazza (e non oggi ma da quasi 3.000 anni) forse mi aspetto troppo.
        Allora presumere che uno non sappia quali siano i temi e le battaglie del movimento a cui lei appartiene significa a monte che si nega all’altro il diritto di esprimere un’opinione. Presumere che chi non appartiene al gruppo sia il nemico è un vecchio vizio umano che non ha nulla a che fare con la democrazia (diretta o indiretta che sia).
        Ma forse questi sono concetti troppo difficili per lei. Mettiamola cos’, sulla ciccia. Diciamo che nel 2013 si vota e M5S prende il 15/18 o 20 %. Bene. Come imponete la vostra democrazia diretta di minoranza alla maggioranza del paese? Sa, la realtà spesso non coincide con i sogni e con i desideri

  3. ?? chi leggerà si farà la propria opinione. Non mi sento di giudicare qeusto suo ultimo commento.
    una cosa però la sottolineo:
    “”Come imponete la vostra democrazia diretta di minoranza alla maggioranza del paese?”"
    imponete ??????????????????????????? non ha capito niente del M5S. Mi spiace per lei. Rinnovo il mio consiglio di prima. vada ai banchetti e si confronti con il qualsiasi cittadino che trova sotto il gazebo acquistato con le donazioni dei visitatori del banchetto (non manchi di prendersi una spilletta e mettere un €urino nella scatola di scarpe o la latta….sà noi rifiutiamo i rimborsi elettorali e gli eletti si riducono lo stipendio.)
    oggi ero in Agorà sotto il sole a chiaccherare con la gente e accoglere le segnalazioni insieme ad altri miei “amici” che condividono lo stesso programma…ci dovrebbe provare anche Lei… alla fine ci sente stanchi ma davvero bene, felici e soddisfatti.. e sempre più curiosi e desiderosi di partecipare, condividere e diffondere.

    • vedo che è attento ai termini… ho usato imponete per diretta conseguenza all’incipit del suo primo commento “la Rete (e i cittadini informati) spazzerà via voialtri”… uno spazzare che prevede un imposizione a togliersi di mezzo, inevitabilmente… poi c’è quella questioncina da nulla della rete che coinciderebbe con la rete intera… vabbè, un piccolo delirio di onnipotenza?
      Poi descrive il suo modo di fare attivismo come se fosse una rivoluzione. E’ quello che ho fatto io e hanno fatto altri milioni di italiani e continuano a farlo senza immaginarsi dei salvatori illuminati. Ma solo dei cittadini. Per essere credibili bisogna cominciare ad avere un po’ di senso della misura e sentirsi un po’ meno indispensabili.

  4. Il mio (non solo mio fortunatamente) modo di far attivismo “è” una rivoluzione sig. Orsetti. ma lei non se ne è ancora reso conto. Stia a guardare, continui pure a sbraitare, ma prima o poi dovrà confrontarsi con i fatti.
    ps: la rete è la rete. Si intende sempre globale (relativamente all’oggetto della discussione e non solo informatica..ma visto che dice di aver fatto banchetti in mezzo alla gente, dovrebbe saperlo )
    Stia bene

    • come rivoluzione mi sembra molto italiota… mi cito:

      £ Se associamo poi il controllo formale di ogni lista e gruppo (il simbolo è solo di Grillo e non delle liste e lui, e solo lui grazie alle regole disegnate da Casaleggio, lo concede o lo ritira), le deroghe al cosiddetto non statuto (nessun politico da altri partiti e nessuno può fare più di due mandati) che ci si è ben guardati di rendere pubblici (caso Genova con il candidato Sindaco Putti del M5S già nei Verdi e candidato nelle precedenti amministrative con quel partito e caso Bologna con un consigliere M5S eletto in un municipio con due mandati precedenti già espletati sempre con i Verdi), l’onnipresenza di Casaleggio e dei suoi soci/dipendenti nel controllo del dibattito e dei commenti sui siti ufficiali (dal blog di Grillo all’ultimo dei Meet Up) è facile capire come sia stato possibile formare un gruppo di attivisti così coesi, omogenei e chiusi a ogni connessione con l’esterno per quanto riguarda il confronto e le acquisizioni di informazioni che non siano quelle ufficiali fornite da Grillo e Casaleggio”.

      I casi Bologna e Genova, che sono documentati con link nel post, assomigliano tanto alla vecchia politica con una mano di vernice fresca e molto poco rivoluzione, senza considerare tutto il resto…

      Stia sereno, staremo a guardare. Io certamente

  5. Lei è scollegato dalla realtà. La cito:L “e le acquisizioni di informazioni che non siano quelle ufficiali fornite da Grillo e Casaleggio”.”

    Lo dica ai nostri concittadini che oggi ci sono venuti a raccontare e renderci partecipi dei suprusi perpetrandi dell’Amministrazione comunale. Vada ai banchetti. mi faccia la cortesia.

    PS: Meno male che Grillo è l’unico denentore del Simbolo e garante di noi tutti.L’unico che può (al momento) sbattere fuori le mele marce occupandi di poltrone per interessi individuali.
    PS2: curioso che lei citi “solo” quesi duoi casi. Sono molteplici e tutti autorizzati dalla rete…quella che lei definisce ristretta e che io definisco partecipativa.

    • “L’unico che può (al momento) sbattere fuori le mele marce occupandi di poltrone per interessi individuali” meraviglioso, e sarei io quello scollato dalla realtà. Dalla democrazia diretta al totalitarismo personale. Credo che ci sia più democrazia in vaticano

  6. in effetti ha ragione. Ho sbagliato i termini… a notte fonda non sempre la mente è lucida. correggo come segue:
    “L’unico che può (al momento) togliere l’uso del simbolo alle mele marce occupandi di poltrone per interessi individuali”.
    Purtroppo la Legge Italiana come sà, non prevede (per ora) la possibilità del licenziamento da parte degli elettori di quel “portavoce” ..per lei “Rappresentante”.
    il totalitarismo personale è quello che hanno perpetrato i segretari di partito fino addesso. Grillo è garnate del NON statuto e del Programma e ci si muove sempre in quell’ambito. Coloro a cui è stato totlo l’utilizzo del simbolo sono coloro che hanno agito in maniera contraria a questi due strumenti.

  7. Compreso il Sig. Tavolazzi a Ferrara. Sì ! Sig. Orsatti, e compresa anche la lista di Cento. Se non fosse stato fatto, le cose sarebbero precipitate al peggio e io a quest’ora sarei fuori dal M5S e non sarei qui a discutere con Lei.
    Uno dei principi primi del M5S insieme alla trasparenza e l’onestà, sia quella intellettuale sia quella reale, è proprio la coerenza. Il Non Statuto è semplice (forse troppo per alcuni), chiaro ed efficace. Le regole sono scritte. Se iniziassero le deroghe ad personam (che all’inizio, a livello locale, in qualche caso sono state applicate giocoforza) il Movimento si sfalderebbe ad una velocità pari o superiore a quella in cui si stà diffondendo.
    Lei sà vero perchè a Tavolazzi è stato tolto il simbolo e anche alla lista di Cento , vero ? o vive di cinguettiii di corridoio ?

    http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf

    La coerenza è quella che manca ai partiti e alla casta. Predicano bene da una parte e poi fanno quello che vogliono commistionando ai propri adepti, non una dolce pillola, ma una supposta. Ed è per quello che ci sono tante defezioni da Sel Idv, e Lega e Pdl.. perchè ancora un ultima volta hanno infranto il patto con i loro elettori e i cittadini.
    I partiti andavano bene fino a 20 anni fà. Oggi non assolvono più alla loro funzione rappresentativa e si sono trasformate in S.P.A. con alla voce “Valore della Produzione” la vita dei cittadini italiani presenti e futuri.
    Chi ancora si fida dei partiti e ne fà il rappresentante (e non dei cittadini ma dei partiti) è inevitabilmente una persona in malafede che lavora, magari anche per gli altri, ma essenzialmente per il suo interesse personale all’ascesa “politica” che in alcuni casi è di “Partito” con nomine a gradi superiori e di rilievo e in altri di ritorno personale muovendo le manovelle che gestistoco i finanziamenti e le economie di un determinato territorio. Non esiste più purtroppo un partito onesto.
    Non sono più un ragazzino e anch’io come tutti nel passato ho affidato la mia scelta ai partiti. Ho sbagliato. Me ne pento. Ma non avranno mai più una seconda possibilità. La democrazia deve essere esercitata direttamente dai cittadini con strumenti istituzionali, quali i referendum propositivi senza quorum, le due legislature, il tetto massimo alle pensioni, l’adsione alle volontà referendarie e la decisione sulle infrastrutture lasciate ai cittadini… insomma il programma c’è e sarà rispettato. Il M5S è una garanzia di coerenza al programma e non alle persone che ne diventano semplici portavoce.

    E mi sembra che sia lei a bastarsi Orsatti. Non io. Sono sempre più coinvolto con gli altri cittadini e faccio a fatica a ricordare il nome di tutte le persone che conosco e di cui mi fido certamente più di quanto mi fido dei detrattori della democrazia diretta come lei e molti altri. Il bello poi è che lei attacca il M5S, ma non ho capito nè di che “colore” è (si dice così dei partiti vero?) nè di quali siano le su idee di democrazia.

    • Il suo ragionamento sulla coerenza alle regole e che non era possibile accettare deroghe a personam sarebbereo perfette se poi le stesse persone che così duramente hanno imposto l’applicazione delle regole poi abbiano fatto delle deroghe a personam nei casi del candidato sindaco a Genova e del consigliere con già due precedenti mandati a Bologna. Entrambe provenienti da un partito.
      Non mi parli dio trasparenza, mi faccia il favore. Statuto e simbolo e potere di controllo non possono essere affidati a una persona sola o un’oligarchia. Ecco, le ho risposto. Questa è la mia concezione di democrazia

  8. Il non statuto è stato redatto dalla rete con i commenti dei forum dei meetup prima ancora del simbolo (ma nessuno ci considerava ancora).
    Lei ovviamente non conoscerà la carta di Firenze

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/la-carta-di-firenze.html

    Gli unici titolati all’eventuale modifica di questo Non statuto è la rete e gli aderenti del M5S.
    Nessuna deroga ad personam per il candidato a Genova. Lei cita Bologna ma non è l’unico caso (come le dicevo alcune deroghe gioco forza sono state superate e sempre con la trasparenza e la volontà espressa dell eliste candidate e dei gruppi aderenti. Tutti gli aderenti hanno sempre saputo di tutti.
    Ringraziandola per lo spazio accordatomi per la divulgazione dei fatti e non delle illazioni, la chiudo come piace a lei, Orsatti.
    Contento lei di credere a se stesso e ai prezzolati dei partiti…..
    Buon proseguimento per il suo blog.

    • Luca a Genova è stata fatta una deroga perché secondo le vostre regole, non le mie, la persone in questione era non candidabile. Su Bologna ammette le deroghe ma le definisce gioco forza. Però prima che non Stata fatta nessuna regola a personam poi appare quella giocoforza. Mi permetta, ma chi pensa di prendere in giro?

  9. Mi scusi. Dimenticavo.Non ha risposto alla mia domanda sul colore. Per me questo è l’ultimo commento. Il blog è il suo e ha il pieno diritto di chiudere Lei. Spero di leggere la risposta nel suo ultimo commento.

    • Veramente me la sono persa. Lei sta talmente tempestando queste pagine di propaganda, luoghi comuni, link a documenti esterni e molte chiacchere e giudizi fondati sulla più totale ignoranza sulle idee, la formazione e il lavoro del suo interlocutore. Dopo un po’ diventa ridondante e le si risponde a “campione”

  10. sono un bugiardo e un peccatore.Non posso lasciare così:

    “totale ignoranza sulle idee, la formazione e il lavoro del suo interlocutore”… emmmbè ! lei conosce per caso me, la mia formazione e il mio lavoro ?
    Lei è uno come tutti gli altri, se ne faccia una ragione.

    e poi , leggendo i suoi commenti, sarebbe opportuno che lei citi Chi di Bologna (perchè mi sà che è lei a non sapere molto) e anche perchè Putti (il nome lo faccio io) non sarebbe stato candidabile.

    …e ancora non ha risposto (in questa pagine che io tempesto di propaganda e link esterni nella più totale maleducazione dell’ospite di casa oibò..però ho ringraziato me ne dia atto), ad una semplice domandina….
    di che colore è ?

    • Di che colore sono? Cioè secondo lei questa è una domanda inerente all’analisi che ho fatto e alle informazioni che ho riportato? E da qui ribadisco che forse farebbe meglio a sapere chi sia il suo interlocutore e quale sia la sua formazione. Le basti sapere che mi ritengo extraparlamentare, nel senso che non mi sento rappresentato nemmeno parzialmente dagli attuali partiti e che non ho nessuna tessera di partito in tasca e meno che mai aspiro ad averne una. Le dirò che mi sento di appartenere a quell’area di movimenti e culture che si muovevano e progettavano e agivano proprio agli albori delle prime apparizioni “politiche” di grillo. Movimenti sociali? Movimenti per i beni comuni? Li chiami come le pare. Quella stessa area che iniziò a frequentare Grillo (Quarrata a lei probabilmente non le dirà nulla ma a me si) all’inizio e prima di incontrare l’estensore dell’attuale non statuto (Casaleggio come da sua lettera non smentita dello stesso al Corriere della sera). Le basta come risposta? Se la faccia bastare

      Poi, sempre da quello che le ho appena detto. Io non giudico o presumo la sua formazione che non conosco e non presumo quale sia il suo livello di informazione e mi faccio un’opinione da quello che scrive e come lo scrive. Mentre lei ha presunto da subito che io non conoscessi il M5S non conoscessi programma e non statuto non seguissi meetup e gruppi locali non avessi letto documenti, seguito incontri e dibattiti e soprattutto che non avessi “pezze di appoggio” per questo e altri articoli. Si sbaglia. Si sbagliava e ha presunto male.

      Sulla ridondanza non le davo del maleducato. Le dicevo che se vuole attenzione e considerazione essere ridondandante è controproducente.

      E poi
      Putti in quanto appartenente precedentemente a un partito (i verdi) e candidato sempre per i verdi alle precedenti amministrative sarebbe stato candidabile? Neanche una deroghino per Putti? … Sorvoliamo sulla deroga giocoforza… Mi faccia il favore di non considerarmi così ingenuo da bermela.

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